Rotte di Malpensa, Vivere Golasecca: «Somma ci ha scaricato la spazzatura»

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MALPENSA – Tra pochi giorni la verità. Il prossimo 25 luglio si riunirà la Commissione aeroportuale per analizzare i primi dati sulla nuova sperimentazione delle rotte di decollo di Malpensa in vigore dallo scorso 18 aprile. Ma secondo Flavio Giani, presidente del comitato “Vivere Golasecca”, non c’è nulla da aspettare perché bastano le orecchie per l’emanazione del verdetto: «Hanno deciso chiaramente di sacrificare un pezzo di territorio, quello a ovest di Malpensa». 

Flavio Giani, cos’è cambiato in questi tre mesi?
«E’ ora di smettere di continuare a raccontare barzellette, come quella che bisogna aspettare la fine della sperimentazione per avere dati certi. Il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria, che nelle sue esternazioni si sostituisce spesso e volentieri a Sea, ha sottovalutato la pazienza dei cittadini di Golasecca, Coarezza, Maddalena ma anche di quelli piemontesi ai quali ha dirottato gli aerei in decollo da Malpensa. Togliendo un minimo impatto acustico a 3mila cittadini di Somma Lombardo lo ha spostato su più paesi che insieme sommano 8mila persone, oltre a sollevare un vespaio di proteste, lamentele e malumore a un’altra decina di Comuni di seconda fascia. Grazie e complimenti per la lungimiranza di chi ha voluto queste modifiche».

Cosa intendete fare?
«Al Comune di Golasecca, che sta agendo per vie legali perché è il più penalizzato, sta arrivando via via l’appoggio e il supporto di cittadini, comitati e di amministrazioni di altri paesi. Le centraline migliori  sono le nostre orecchie. Non dobbiamo attendere altri dati: il rumore assordante, l’impossibilità di parlarsi quando passa un aereo, o il risvegliarsi durante il sonno è quanto di più reale esista, senza la necessità di ascoltare le solite litanie sulle centraline. Prima del 18 aprile c’era già molto fastidio, ma non a questi livelli. Le proteste dei cittadini delle frazioni di Somma Lombardo sarebbero più che sufficienti per sospendere questa folle quanto scellerata sperimentazione sostenuta da un’amministrazione capace di essere molto divisiva nel suo Comune».

Non potrà mica essere colpa solo del sindaco sommese.
«No di certo. La silente complicità di quelli che siedono in Commissione aeroportuale sta determinando il peggiore scempio di un territorio fragile, sufficientemente antropizzato e sottoposto ad alta tutela, in pieno Parco del Ticino, e patrimonio Unesco. Non contenti, insistono nell’offrire in “pasto” a a Malpensa altra brughiera per ampliare la Cargo city fuori dal sedime: un comportamento quantomeno schizofrenico. Non è stata sufficiente la sentenza Quintavalle del 2012? O vogliamo forse ricordare i dati epidemiologici raccolti dalla Asl di Varese dal 1997 al 2010 sulle cause di morte per malattie respiratorie? Chi ha letto quei numeri come può ancora avere il coraggio di sostenere l’altra grande barzelletta di quel povero repertorio di chi continua a dire di volere coniugare l’espansione di Malpensa con la salute dei cittadini?».

Sul Masterplan 2035 però tutti i sindaci del Cuv erano d’accordo.
«Con le loro incomprensibili decisioni, dei sindaci soprattutto, di appoggiare il Masterplan 2035, e di ignorare la bocciatura della Commissione Via del ministero dell’Ambiente, stanno portando il nostro territorio a un disastro ambientale senza precedenti. Io posso capire l’atteggiamento di Sea, il cui unico interesse in quanto azienda è il business, ma non capiamo assolutamente l’atteggiamento dei sindaci che stanno svendendo il proprio territorio. Ma gli amministratori dell’intorno aeroportuale sono stati eletti per tutelare il territorio e i propri cittadini o per tutelare gli interessi di Malpensa? Con la scusa della riduzione del rumore hanno dato avvio a una sperimentazione folle. Possibile che non ci sia stato uno “straccio” di sindaco che abbia sollevato il dubbio o si sia opposto a questa sperimentazione demenziale oltre che ingiusta per chi deve subire i sorvoli? Non avremmo mai pensato di subire una tale “vigliaccata” alle soglie del 2024 soprattutto da parte di quelle amministrazioni di centrosinistra che dovrebbero ispirarsi a princìpi di solidarietà e tutela ambientale. Quanta ipocrisia, quanta falsità». 

Non vi arrendete dunque?
«I cittadini di Golasecca hanno scelto di vivere in questo paese come unico e ultimo lembo naturale ancora intatto del territorio dell’alta valle del Ticino, e non permetteranno a nessuno che venga distrutto da da chi pensa di liberarsi della propria “spazzatura” (inquinamento e rumore) e la riversa al vicino di casa. Ci spiace constatare che le decisioni degli amministratori di Somma Lombardo si ripercuoteranno come un boomerang sugli abitanti di Maddalena e Coarezza, cittadini del loro Comune. Ai sommesi diciamo: fermateli finché siete in tempo». 

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