Marnate, scontro Comune-Centri estivi: «Non spetta a noi rimborsare le famiglie»

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MARNATE  – Non tarda ad arrivare la risposta dei tre centri estivi di Marnate dopo l’accusa del sindaco Elisabetta Galli di non voler rimborsare le famiglie. La Pro Loco, il Girasole di Fra e Mondodomani sostengono che le condizioni imposte dalla delibera del 23 giugno sono diverse rispetto a quelle pattuite prima dell’inizio delle attività. «A campus avviati ci risulta impossibile accollarci questo peso burocratico», commenta il presidente di Mondodomani, Enrico Rescaldina.

Questi non erano i patti

A detta delle cooperative, durante la riunione del 23 maggio con l’amministrazione era emersa la volontà dei Comuni della Valle Olona di coordinarsi e dare gli stessi contributi per i centri estivi. Il Comune di Marnate avrebbe promesso un aiuto economico, dando indicativamente la cifra di 20 euro settimanali. «Ma non avevamo idee certe sulle cifre, modalità o tempistiche», spiega Rescaldina. Quindi le attività sono partite il 15 giugno, senza contributi comunali. E poi i singoli Comuni hanno deciso di procedere in modo indipendente. Ognuno ha messo a disposizione delle somme diverse e si è poi deciso che i gestori avrebbero dovuto rimborsare le famiglie con questi fondi comunali.

Un peso burocratico esagerato

«Ma ormai abbiamo rilasciato le fatture ai partecipanti. La maggior parte dei quali ha voluto pagare l’importo intero per tutta la durata del campus», dicono da Mondodomani. Questo perché i genitori possono usufruire del bonus baby sitting previsto dal “Rilancio Italia”. Se i gestori dovessero ricevere i contributi dal Comune e poi rimborsare le famiglie, le modalità si complicherebbero. «Sarebbe un lavoro burocratico esagerato, che noi non ci possiamo permettere. Dovremmo stornare le fatture, fare note di credito, raccogliere dichiarazioni e documenti. E fare tutto questo con importi completamente diversi in base al Comune di residenza del bambino. Insomma, dovremmo praticamente assumere un’altra persona per farlo. Chiaramente è un costo che non possiamo accollarci», continua Rescaldina. «Oltre a ciò –  aggiunge Francesca Colombo del Girasole di Fra – andremmo contro la legge. Le dichiarazioni presentate all’Inps per il bonus baby sitting risulterebbero non veritiere e ciò comporterebbe la perdita del contributo stesso. Oltre a essere un reato di falsa dichiarazione».

Stiamo già facendo da banca al Comune

Diverso è il caso della Pro Loco, che, a detta del presidente Davide Pedrotti, aveva già calmierato le rette settimanali su richiesta dell’amministrazione. «Ci era stato detto che il contributo sarebbe stato di 20 euro. Quindi noi abbiamo subito ridotto le tariffe settimanali da 90 a 70 euro. Poi però è emerso che ogni Comune avrebbe previsto contributi diversi e noi avremmo dovuto occuparci del rimborso. Non possiamo fare anche questo. Abbiamo già anticipato i contributi dell’amministrazione. E non abbiamo ancora visto un euro».

E’ il Comune a dover rimborsare le famiglie

Questa sera, 14 luglio, ci sarà un tavolo di incontro tra le cooperative e il sindaco. Ma le posizioni dei centri estivi sembrano piuttosto ferme. «O l’amministrazione dà il contributo direttamente alle famiglie, oppure se lo deve dare a noi gestori, lo useremo per calmierare le spese affrontate. Ma non possiamo essere noi gli intermediari tra Comune e famiglie», conclude Rescaldina.

Marnate, Galli sui centri estivi: «Non vogliono rimborsare le famiglie»

 

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