MILANO – E’ stato presentato nella prestigiosa sede di Palazzo Isimbardi il report annuale dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Città Metropolitana di Milano. Una analisi minuziosa dei dati relativi al primo semestre 2023 relativi alla curva occupazionale del territorio: assunzioni, cessazioni, tasso di occupazione e contrattazione collettiva.
I relatori istituzionali
Insieme alla consigliera delegata al lavoro di Città Metropolitana Diana De Marchi e al responsabile dell’Osservatorio Livio Lo Verso, erano presenti come relatori l’ex ministra del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, Andrea Garnero (economista OCSE, Dipartimento Occupazione e Affari sociali) e Giuseppe Tango (giudice del lavoro presso il Tribunale di Palermo). Moderatrice dell’incontro Rita Querzè, giornalista della redazione Economia del Corriere della Sera.
I numeri del lavoro milanese
Sotto la lente di ingrandimento i primi risultati operativi dell’Osservatorio regionale, nato dalla convenzione del febbraio 2023 tra la Città Metropolitana di Milano, le Province lombarde e Regione Lombardia, che ha messo a disposizione una banca dati delle comunicazioni obbligatorie (COB) di qualità. I dati presi in considerazione vanno dal gennaio 2022 al giugno 2023. Cosa raccontano i numeri del mercato del lavoro milanese? Nel primo semestre 2023 si registra un -1,5% per quanto riguarda gli avviamenti al lavoro e uno -0,9% per le cessazioni. Guardando alle tendenze di fondo, però, si assiste in realtà ad una stabilizzazione dei volumi dei flussi occupazionali e una crescita del numero complessivo degli occupati. Quest’ultimo aspetto è evidenziato dai saldi positivi delle posizioni lavorative: +51.420 nel 2022 e +48.615 nel primo semestre 2023. Le stime Istat per il primo trimestre del 2023 indicano un tasso di occupazione pari al 64,7%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Importante il traino dei contratti a tempo indeterminato, sostenuti per lo più dalle stabilizzazioni di impieghi esorditi a termine (+5,3%) o dalla conferma di rapporti di apprendistato. Anche i dati INPS certificano queste dinamiche registrando complessivamente un +2,2% nel primo semestre 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento suggerisce che le imprese sono disposte a investire sui lavoratori, offrendo loro contratti di lavoro più stabili.
Il focus sui “contratti collettivi non confederali” del territorio milanese
Negli avviamenti considerati dal 2015 al 2022 (318.655) emerge che l’adozione dei CCNL “non confederali” risultano marginali, soltanto il 2,6%, ma il 79,4% di essi si concentra nell’ultimo quadriennio (2019-2022) e nel 2022 la loro quota è cresciuta raggiungendo il 4,8%. La loro espansione riguarda soprattutto mansioni a minore specializzazione e con elevata sostituibilità, con una maggiore incidenza nelle cooperative e nell’impiego part time nel settore dei servizi alle imprese. Il rapporto evidenzia l’anomala concentrazione nell’ambito del comparto definito dal CNEL “V plurisettoriale”, perlopiù in “Servizi Imprese” e “Commercio e Logistica”, in cui otto avviamenti su dieci risultano essere regolati appunto da CCNL stipulato dai sindacati non confederali. Si è riscontrata la grande frammentazione ed eterogeneità degli attori, sia datoriali sia sindacali, coinvolti nella sottoscrizione di questi contratti. Solo nei 16 contratti più diffusi è stato possibile censire 22 sigle sindacali e ben 30 associazioni datoriali.
Mercato del lavoro Città Metropolitana – MALPENSA24
