BUSTO ARSIZIO – Va al Cup a fine novembre 2023 per prendere un appuntamento, ma le fissano la prima data utile a fine febbraio 2025. Quasi un anno e mezzo di attesa per sei infiltrazioni. Nel frattempo, siccome le cure sono piuttosto urgenti, non può che affidarsi al “circuito” privato: ma delle tre sedute di terapia gliene calendarizzano solo due. La terza? “Le faremo sapere più avanti”. È quanto accaduto a una paziente, cronica, in cura al reparto di Terapia del dolore dell’ospedale di Busto Arsizio.
La paziente, con una lettera firmata, ha deciso di raccontare il suo caso «poiché so non essere l’unico». E ha concluso la sua testimonianza spiegando che «personalmente continuo a credere nella sanità pubblica ma, se queste sono le risposte che vengono date a noi pazienti, la situazione è alquanto preoccupante».
La lettera
Sono diabetica da moltissimi anni e ho avuto l’onore di essere seguita dalla Diabetologia dell’Asst Valle Olona che a lungo, prima di essere smantellata, è stata un vero fiore all’occhiello della sanità territoriale. Con la patologia diabetica nel tempo si sono presentati una serie di disturbi cronici quali artrosi, lombalgia e dolori alle ossa. I quali, oltre a essersi cronicizzati, sono aumentati al punto da rendere i miei movimenti difficoltosi e, spesso, dolorosi. A seguito di una visita approfondita il medico del reparto di Terapia del dolore mi ha prescritto una serie di infiltrazioni, 6 per l’esattezza, da eseguire in due sedute la settimana per tre settimane consecutive. Con la prescrizione medica mi reco così al Cup dell’ospedale di Busto. Siamo a fine novembre e l’addetta allo sportello mi fissa il primo appuntamento per fine febbraio del 2025. Faccio notare che siamo un po’ troppo in là rispetto alle mie esigenze di salute. Inutile, prima di allora non c’è uno spazio. A meno che non opti per la via privata. Non ho scelta. Chiedo di programmare, sempre in reparto ma privatamente, le sei sedute per le infiltrazioni. Ma anche in questo caso devo attendere un paio di mesi. E così le prime due date disponibili sono a gennaio di quest’anno. Il secondo ciclo mi viene spalmato su due settimane differenti e le ultime due infiltrazioni ancora oggi non hanno una data stabilita. In sintesi: quanto prescritto dal medico non ha trovato un riscontro concreto nella cura. Oltre al fatto che la via privata ha richiesto anche un cospicuo aumento dei costi.
Stai male? La cura alle calende greche
Questo è uno dei tanti casi negativi che caratterizzano la sanità pubblica, tanto più in una Asst che fino a qualche anno fa era considerata tra le migliori della Lombardia per la cura dei diabetici. Servizio clamorosamente smantellato per mancanza di medici e, forse, anche per disattenzione da parte delle passate direzioni generali. La speranza, visti i numeri in crescita di diabetici, è che l’attuale management metta mano in modo concreto ad una situazione che sta penalizzando migliaia di pazienti in tutto il territorio.
