MILANO – Due opere commemorative dell’artista aleXsandro Palombo sono state gravemente vandalizzate a Milano, in un gesto che sta suscitando profonda indignazione e che è stato riportato anche dai principali media israeliani e internazionali. I murales, dedicati rispettivamente al cardinale Pierbattista Pizzaballa e alla famiglia israeliana Bibas, sono stati deturpati in due luoghi simbolici della città: il Palazzo Arcivescovile e il Consolato Generale del Qatar.
Sfregio a un simbolo di pace
Il primo episodio ha colpito l’opera raffigurante il cardinale Pizzaballa accanto a un bambino palestinese, simbolo di pace e dialogo interreligioso. Il murale, parte di un ciclo dedicato alla riconciliazione in Terra Santa, era stato collocato su un muro della Curia in Via delle Ore. A darne notizia è stata la stessa Diocesi di Milano, che ha espresso profondo rammarico per l’accaduto e ha provveduto alla rimozione dell’opera, completamente ricoperta di vernice nera e irrimediabilmente deturpata.
Attacco alla memoria delle vittime
Negli stessi giorni, anche il murale October 7, The Hostages, collocato in Via Monte di Pietà davanti al Consolato del Qatar, è stato oggetto di vandalismo. L’opera, inaugurata il 7 ottobre 2025 per commemorare le vittime del massacro di Hamas, raffigurava Shiri Bibas e i suoi figli Kfir e Ariel, rapiti e uccisi nel kibbutz Nir Oz. Durante una commemorazione presso la sinagoga di Milano, il volto di Shiri è stato coperto con un manifesto recante la scritta “NO WAR”, alterando il significato originario dell’opera.
La stampa estera
A darne notizia sono stati anche i più importanti media israeliani, come Ynetnews, e testate americane tra cui Algemeiner. Il vandalismo al murale della famiglia Bibas è stato interpretato come un attacco alla memoria delle vittime e alla sensibilità della comunità ebraica internazionale, con un chiaro intento antisemita.
Le opere di aleXsandro Palombo, noto per il suo impegno nella denuncia sociale e nella memoria civile, sono già state in passato oggetto di atti vandalici, come nel caso del murale dedicato a Vlada Patapov, sopravvissuta alla strage di Hamas al Nova Festival, o di quelli dedicati a Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck, oggi acquisiti e tutelati dal Museo della Shoah di Roma.
