Carri armati contro il Covid? Usiamo la testa

militari antonelli fontana covid

Contro il Covid c’è chi invoca l’intervento dell’esercito, come Emanuele Antonelli, sindaco di Busto Arsizio in una intervista rilasciata a Varese News, e chi, come Attilio Fontana, governatore della Lombardia, “assume” Zlatan Ibrahimovic per convincere le persone a rispettare le regole del distanziamento sociale e delle mascherine. Il fine, fermo restando i diversi metodi di persuasione, è lo stesso: arginare l’epidemia. Confidando nell’effetto social ci aveva già provato nientemeno che Giuseppe Conte, affidando il messaggio anti-coronavirus alla famiglia Fedez Ferragni, coppia glamour che acchiappa soprattutto i più giovani. Con quali risultati non sappiamo.

I tentativi, perlomeno quelli di Fontana e Conte, sono commendevoli nelle intenzioni e nel metodo, al di là del risultato. Non sappiamo come la prenderanno, per esempio, gli interisti nel vedersi incalzare da colui che ha steso la squadra neroazzurra nel recente derby della Madonnina. Sappiamo invece che frotte di ragazzini sciamano tutt’ora nelle vie e nelle piazze delle città infischiandosene bellamente delle restrizioni e degli appelli a loro rivolti. Ne sa qualcosa proprio Antonelli che, da presidente della Provincia di Varese e da primo cittadino di Busto Arsizio, conosce benessimo il menefreghismo della parte più giovane dei suoi concittadini. Di sicuro ha letto i post di decine di persone che chiedono controlli più severi rispetto alla diffusa mancanza di senso civico e, di più, della scarsa attenzione verso sé stessi e il prossimo di parecchie persone, non più pischelli ribelli, ma adulti ai quali non è sufficiente uno scappellotto per ricondurli entro i confini del lecito.

Per questo, forse, in ossequio anche alle sue convinzioni politiche, Antonelli vorrebbe i mezzi blindati nelle strade. Quando, invece, sarebbero sufficienti i vigili urbani, tolti dagli ufffici e, nell’occasione emergenziale, dirottati a controllare anche l’uso corretto delle mascherine e a prevenire o reprimere eventuali assembramenti.

Il punto è che l’epidemia si va facendo pesante proprio nella provincia amministrata da Antonelli, prossima, se la cosiddetta curva dei contagi non si invertirà al più presto, ad essere sottoposta a provvedimenti più drastici. Chiusura totale? Potrebbe anche essere. Il confronto è apertissimo e non riguarda soltanto Milano ma, appunto, anche Varese. C’è poco o nulla da stare allegri, considerando pure la confusione comunicativa (e politica) che caratterizza la vicenda. Un esempio? Antonelli, esponente di Fratelli d’Italia, vuole i militari. Altri gruppi della destra destra, persino quella estrema, vanno in piazza al grido di “libertà, libertà”.  I neo fascisti che inneggiano alla liberta? Forse ci sfugge qualcosa. O forse, no.

Comunque  il problema non si risolve coi carri armati, basta qualche pattuglia della polizia locale che non sia impiegata soltanto a multare chi mette l’auto in divieto di sosta. Ci vuole un po’di pragmatismo e di coraggio da parte dei nostri amministratori. Vanno bene i vip, va bene Ibra, vanno bene i Ferragnez, vanno meno bene le mimetiche e i fucili. Anche perché, i soldati, quelli dell’operazione “strade sicure”, sono già dislocati nei luoghi strategici e maggiormente a rischio del Paese. Cosa vogliamo fare, militarizzare l’Italia?

E poi, diciamolo senza infingimenti, molto dipende da noi. Lo ha scritto bene Gian Franco Bottini in un suo editoriale per Malpensa24. Esplicativo il titolo: “Siamo noi che andiamo a cercare il virus”. Altro che carri armati, altro che milanisti e furbissime coppie dello show business. Basta usare la testa, basta il buon senso, merce rara di questi tempi.

Siamo noi che andiamo a cercare il virus

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