Monsignor Festa: «Serve un posto per i senzatetto di Gallarate. Sono persone»

Monsignor Festa senzatetto Gallarate

GALLARATE – L’emergenza Coronavirus ha portato alla chiusura temporanea della mensa dei poveri. E per esigenze sanitarie i senzatetto di Gallarate non si possono più appoggiare nemmeno alla Casa di Francesco, dove trovavano un letto, una doccia calda e l’ambulatorio gestito dalla Croce Rossa. Sono allo sbando, così come dimostra anche le ultime due uscite pubbliche del sindaco Andrea Cassani che ha condannato i loro comportamenti, aggiungendo che il Comune non avrebbe più speso un solo centesimo per aiutarli. Ma ora monsignor Riccardo Festa fa leva sui sentimenti cristiani della comunità, chiedendo di non girare la testa dall’altra parte: «Bisogna poter dare loro un sollievo, ridurre il degrado per le loro persone e salvare la dignità della nostra tradizione cristiana».

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L’alcolismo è una malattia

L’appello di monsignor Riccardo Festa è contenuto all’interno di un video apparso sul canale Youtube della basilica di Gallarate come alternativa alla tradizionale processione della prima domenica di Pasqua, Festa della Divina Misericordia. «Noi come parrocchie della Città conosciamo per nome queste persone, perché venivano a pranzo al Ristoro del Buon Samaritano, perché venivano a tagliare i capelli, a fare la doccia e a lavare i vestiti nello spazio diurno gestito dai nostri volontari alla Casa di Francesco e usufruivano dell’ambulatorio messo a disposizione dai volontari della Croce Rossa. Vorrei che queste persone senza dimora venissero considerate come persone». E ancora: «Se molte di loro, ma non tutte, hanno problemi di alcolismo, vorrei che si considerasse che anche l’alcolismo è una malattia o è la conseguenza di qualche malattia psichica e come tale va curata. Rimproverare una persona alcolizzata perché non usa la testa è come rimproverare un asmatico perché non respira bene».

Casa del Sollievo

Don Riccardo ricorda che Padre Pio realizzò una Casa del Sollievo e chiede alla città di Gallarate di pensare a qualcosa di simile. Spiega il sacerdote: «Sarebbe necessario poterne parlare, in modo sereno, in un contesto dove ciascuno può mettere i campo la sua competenza. Forse si potrebbe trovare un posto, dove si possano mettere in atto misure sanitarie adeguate, perché possano venire a ricevere qualcosa per il cibo e il vestito. Forse anche un luogo dove fare una doccia in un contesto di sicurezza sanitaria. Sarebbe un luogo dove magari si possa misurare loro la temperatura per vedere se hanno la febbre. Forse anche un luogo per ricoverare qualcuno magari almeno in caso di problemi di salute. La loro fortuna è che noi li teniamo già a distanza e quindi noi che siamo i malati non li abbiamo ancora contagiati. Però qualche contagio li potrebbe raggiungere».

Monsignor Festa senzatetto Gallarate – MALPENSA24