Gallarate, chiusa la mensa degli indigenti. Cassani: «Comprino cibo anziché birra»

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GALLARATE – Per le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus ha chiuso la “Mensa del buon samaritano”. E da lunedì, di fianco alla Basilica di Gallarate, la Caritas non consegna più fuori dalla porta nemmeno il sacchettino contenente viveri di prima necessità per i poveri. Una decisione che ha scatenato l’ira della Banda del Tavernello, così come viene ormai chiamato a Gallarate il gruppo di sbandati e senza dimora (molti di loro con problemi di alcolismo) che popolano il centro storico della città. Ma l’amministrazione comunale non vuole sentire ragioni.

Per loro nessun aiuto

In una Gallarate deserta, in giro ci sono soltanto loro. Le restrizioni imposte dal decreto Conte sono l’ultima delle loro preoccupazioni. Anche per questo motivo il sindaco Andrea Cassani non ha alcuna intenzione di ascoltare le loro proteste: «La Caritas ha interrotto il servizio perché non era in grado di garantire la distanza di un metro e tutte le altre misure necessarie a evitare la diffusione del contagio. E se per le altre persone in difficoltà che frequentavano la mensa ci siamo attivati con altri canali, per questi 7-8 che continuano a stazionare in piazza in sfregio alle più banali regole di sanità pubblica non abbiamo alcuna intenzione di servire cibo». Il primo cittadino racconta che continuano a consumare alcolici in strada l’uno accanto all’altro, che provocano risse (costringendo la polizia locale a intervenire mettendo a repentaglio la propria incolumità) e che hanno persino inseguito dei passanti tossendogli addosso.

Comprino cibo anziché alcolici

Cassani ricorda che alcuni di loro percepiscono la pensione o il reddito di cittadinanza. «Vedo che i soldi per le birre e le sigarette in tasca ce li hanno sempre: li usino per comprarsi da mangiare. Se non pensano alla loro salute io non posso farci nulla, mi dispiacerebbe soltanto se a qualcuno ligio alle regole venisse rifiutato il ricovero in ospedale perché il posto letto è occupato da uno di questi soggetti».

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