Mucci via da Forza Italia: “Mi sentivo considerato un rompicoglioni”

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Nicola Mucci

GALLARATE – Nicola Mucci, già sindaco di Gallarate, abbandona Forza Italia. Non sbatte la porta con rabbia (“Non riservo astio per nessuno”) ma nemmeno si rifugia nelle perifrasi per spiegare i motivi delle sue clamorose dimissioni: “Mi sono sentito considerato soltanto un rompicoglioni, non c’era più ragione perché io restassi con i forzisti di Gallarate e dell’intera provincia”. Chiaro? Come l’acqua.

Destinazione Futuro Nazionale

Così, dopo una lunga carriera, cominciata un quarto di secolo fa, sotto le insegne del Cavaliere, Mucci decide di accasarsi altrove (in verità aveva avuto altre esperienze, come con la lista Albertini alle Regionali nel 2013). Ancora non lo conferma (“Sono giorni di riflessione”), ma ci vuole niente per intravedere la sua nuova destinazione: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, e dove se no? Quanto prima ne parlerà in modo esplicito, per il momento conferma di avere avuto un lungo colloquio con il Generale che è in cerca di punti fermi per strutturare il partito. Punti fermi sinonimo di gente capace, che la politica la conosce per averla frequentata ai livelli alti, con incarichi di responsabilità e, quindi, portatrice di esperienze vere. Perché le insidie sono sempre tante e le prospettive non sono di una navigazione tranquilla, dentro e fuori FN.

Tenuto in panchina

Mucci di esperienza ne ha accumulata parecchia in tutti questi anni. Anche battendo il muso contro certi spigoli che oggi l’hanno indotto a mollare la presa Diciamolo senza infingimenti: da Forza Italia, Nicola Mucci si aspettava il riconoscimento del suo portato, invece l’hanno messo in panchina con il sistema numerico delle tessere: c’è chi ne ha fatto incetta per bloccare la sua voglia di fare e, sotto sotto, di tornare ad avere ruoli apicali. “Ne ho viste e sentite di tutti i colori” ammette al telefono con una malcelata ritrosia nel raccontare i come e i perché. Nell’ elencare confronti serrati, prossimi alle liti e, ultimo ma non ultimo, nel cercare di minimizzare le nostre osservazioni sul fatto che la segreteria provinciale e i gruppi che spadroneggiano in Forza Italia si siano già suddivisi posti, candidature e scelte future.

Gli avversari

Ballano in giro i nomi di Gianfranco Librandi, Giuseppe Licata, del centrista Giuseppe Zingale, a ruota del gallaratese Rocco Longobardi  e, naturalmente, del segretario varesino Simone Longhini. Tutti coalizzati contro Mucci? “Faccia lei”, taglia corto il diretto interessato evitando di addentrarsi nel ginepraio gestionale del partito berlusconiano. “Posso soltanto dire che ho informato i vertici della mia decisione, ribadendo subito che non esiste rancore per alcuno”.

Per il centrodestra son dolori

E adesso? Lo sbarco nell’universo vannacciano “in costruzione” apre uno squarcio sulle prossime mosse politiche in provincia e, per quanto riguarda Mucci, a Gallarate. Per il centrodestra son dolori se Futuro Nazionale presenterà liste e candidati alle amministrative. “C’è assolutamente  bisogno di politiche nuove, meno paludate, più concrete” avverte con convinzione l’ex primo cittadino gallaratese. Che non è mai andato d’amore e d’accordo con il suo successore, il leghista Andrea Cassani. Tra i due l’odio politico è ai livelli di guardia. C’è da aspettarsi presto scintille, se conosciamo il carattere dei due antagonisti.

Nuovo colonnello

Scintille che potrebbero accendersi anche all’interno di FN, con i tanti, troppi galli e galletti convinti di fare sfracelli per il semplice fatto di essere lì. Al netto della constatazione che un generale ha sì bisogno di truppe motivate, ma anche di colonnelli che le sappiano dirigere. Insomma, potremmo anche sbagliarci, ma in Futuro Nazionale, Mucci potrebbe avere ciò che Forza Italia “ingrata” gli ha negato. O, quanto meno, gliel’hanno garantito.

Varese, al gazebo dei vannacciani di piazza Monte Grappa spunta Nicola Mucci

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