BUSTO ARSIZIO – Dopo David Cronenberg, Nanni Moretti. Sarà il regista romano il secondo superospite del BA Film Festival 2025, domenica 30 marzo: presenterà al pubblico bustocco “Io sono un autarchico“, il suo primo film girato in super8, 49 anni dopo. «Avrà nomi importanti ma il festival non si basa solo sui personaggi noti, vengono qui per fare cultura, non solo selfie e passerella» chiarisce il direttore artistico Giulio Sangiorgio. «Abbiamo ancora dei colpi che vi racconteremo nei prossimi giorni». E il fondatore Gabriele Tosi, presidente onorario della BA Film Factory (che perde Alessandro Munari e Marco Crepaldi, concentrati sull’ICMA), parla di «miracolosa costruzione di un festival di grande profilo».
Il festival di Sangiorgio
Lo scorso anno fu un numero zero messo in piedi in fretta e furia, con una collocazione autunnale che si rivelò infelice. Quest’anno il predecessore del direttore artistico Sangiorgio, il grande Steve Della Casa, compare in videomessaggio per rivelare di nutrire «molta invidia» per il programma del Baff 2025. «Vorrei averlo fatto io». La doppietta di “big” David Cronenberg-Nanni Moretti non deve però indurre ad una diversa identità del festival. «La sfida che lancio è quella di sottolineare l’apertura sul nuovo – spiega Sangiorgio – Cronenberg non viene qui solo perché è una persona conosciuta ma perché ancora oggi fa dei film non tanto prevedibili prima di vederli e che dicono cose importanti sul mondo. E Moretti terrà un incontro lungo che fa parte della sezione “I primi passi dei maestri”, presentando il film in cui compare, per la prima volta, il suo alter ego Michele Apicella. Non abbiamo abbandonato quella ricerca di identità avviata l’anno scorso». E oltre ai ringraziamenti a Munari, il direttore artistico rivendica il «coraggio» di una kermesse dai budget indefiniti («è arrivata qualche giorno fa la risposta del Ministero sull’edizione 2023») e rivolge «applausi a chi mette i soldi per fare cultura e cinema», riferendosi anche al Comune di Busto Arsizio che investe 55mila euro nel BAFF.
Maffioli e il BAFF “glocal”
«Non è che il BAFF rinasce perché riporta i grandi nomi – gli fa eco l’assessore alla cultura Manuela Maffioli – c’è sempre stato perché ha portato grande cinema a Busto. Il grande nome non è la sabbia negli occhi: i nostri festival non sono passerelle o parentesi ma momenti fondamentali e fondanti di un percorso educativo nei confronti della cultura, sono pensati in funzione di ciò che seminano e ciò che lasciano. E l’impatto di questa somma di esperienze singole sull’evoluzione della città è ineludibile». Così Maffioli sintetizza il festival parlando di «una formula “glocal” nel senso più nobile del termine che parla a tutti: tutti si sentano non solo ben accolti ma desiderati al Baff e desiderosi di venire al Baff. Nessuno deve sentirsi intimorito di fronte alla soglia di uno spazio culturale».
Il programma
Tra gli ospiti già annunciati spiccano Silver (al secolo Guido Silvestri), il disegnatore di Lupo Alberto che verrà a raccontarci come è nato, 50 anni portati decisamente bene, e l’accoppiata Massimo D’Anolfi-Martina Parenti, protagonisti con il loro “Bestiari, Erbari, Lapidari” fuori concorso a Venezia e già pluripremiato. Ma anche l’artista Donato Sansone, autore della locandina d’autore di questa edizione e della nuova sigla che si affiancherà a quella storica. Un’altra novità è la sezione Baff Off che torna al circolo Gagarin con due appuntamenti: una performance per pellicole e suoni di Warshadfilm e il concerto dei Maisie, messinesi di stanza a Busto lanciati dall’etichetta bustocca Snowdonia. Nel programma 2025 torna poi il contest “Visioni future-Primi passi d’autore“, che farà incontrare giovani delle accademie di cinema con il mondo della produzione per un workshop di quattro giornate sui topic della distribuzione festivaliera e dei programmi industry, mentre al concorso opere prime si affianca quello delle produzioni internazionali (cinque film in concorso per ciascuno) «per sprovincializzare il festival e farlo riconoscere come punto di riferimento non solo in Italia». Confermatissime le proiezioni mattutine per le scuole, «punto di forza del festival» per il direttore, ma anche il concorso di Filmaking del Premio Chiara, «rilanciato» lo scorso anno aprendo a «opere liberamente ispirate al maestro di Luino», come ricorda Matteo Inzaghi. Un’altra novità, infine, sarà il ritorno del biglietto a pagamento per le proiezioni nelle sale, con prenotazione online e «possibilità di abbonamento in forma di carnet – rivela Tosi – a prezzi molto ridotti per studenti, iscritti ai cineforum e associazioni culturali».
La Factory cambia

Oltre al primo accenno del programma, che verrà ufficializzato il 15 marzo, l’altra notizia di giornata sono i cambi in corsa nella BA Film Factory, l’associazione che dal 2003 organizza il festival. C’è il passo di lato di Alessandro Munari, che dopo tanti anni da “frontman” «si è concentrato sulla presidenza dell’ICMA – rivela Gabriele Tosi – e ha lasciato la guida a Emilio Bottini», un altro degli “storici”, ma anche quello di Marco Crepaldi, anch’egli più focalizzato sulla scuola di cinema. Ma arrivano «forze nuove nella squadra» della Factory, tra cui il regista Ciro Tomaiuoli, e soprattutto un nuovo main sponsor per il BAFF, il ristorante Tavolo Unico dello chef patron Massimiliano Babila Cagelli.
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