NOVARA – Ha scelto di chiudere i conti con la giustizia lontano dal clamore delle aule dibattimentali. Nicolò Cappagli, lo studente ventiduenne di Ingegneria balzato agli onori delle cronache nazionali come il «piccolo chimico» di Novara, ha patteggiato una pena di 2 anni di reclusione e 8 mila euro di multa (con sospensione condizionale).
Il laboratorio nel rione Sant’Antonio
Il caso era esploso esattamente un anno fa, nel marzo 2025, quando la Polizia di Stato aveva smantellato una vera e propria centrale della droga sintetica allestita in un’abitazione del rione Sant’Antonio. Il giovane, tradito dall’odore acre sprigionato dalla “cottura” delle sostanze che lo costringeva ad arieggiare continuamente i locali, aveva ricreato tra le mura domestiche un laboratorio degno della serie tv Breaking Bad.
L’organizzazione degli spazi era meticolosa: il piano terra era dedicato alla distillazione, mentre la mansarda fungeva da centro per la miscelazione dei composti. Un’attività frenetica di cui i genitori erano rimasti all’oscuro, convinti che quel viavai di provette e alambicchi fosse solo una manifestazione estrema della passione del figlio per la chimica.
Un market delle droghe sintetiche
Durante il blitz del 21 marzo, gli agenti avevano sequestrato un campionario di sostanze allucinogene e psicotrope da brividi: metanfetamina, MDMA, DMT, oltre ai temibili «francobolli» imbevuti di LSD. Il materiale tecnico — matracci, beute e burette in vetro borosilicato — veniva rifornito attraverso il darkweb e tramite un contatto veneto.
Il fornitore a processo
Se la vicenda di Cappagli si chiude con il patteggiamento, resta aperta quella del suo presunto fornitore: un 23enne di Conegliano Veneto, studente a Trieste e titolare di una piattaforma online di prodotti chimici oscurata dopo l’arresto del novarese. Per lui il percorso giudiziario proseguirà nelle aule del Tribunale friulano.
Novara droga piccolo chimico MALPENSA24
