Pace per i Giudici di Pace. E per la Giustizia

busto giudici pace giustizia

Abbiamo perso il conto degli articoli che in questi ultimi mesi Malpensa24 e le altre testate del territorio hanno dedicato alla insostenibile situazione dei Giudici di Pace del tribunale d Busto Arsizio/Gallarate. Un allarme operativo che mette in luce ritardi, inadempienze, pasticci, disagi, rinvii e tutto ciò che ne consegue a causa delle carenze numeriche degli organici e dell’accumularsi, giorno dopo giorno, del numero delle pratiche. Ci sono cause rimandate a ben oltre il 2030: basterebbe questo dato per esemplificare una situazione che gli avvocati, in prima linea nel denunciare la situazione, ritengono sull’orlo del collasso. Per questo, come ultima iniziativa, si sono rivolti al capo dello Stato, Sergio Mattarella. Una missiva nella quale si racconta come sia oramai impossibile garantire le procedure e, quindi, affrontare e risolvere questioni giudiziarie a beneficio dei cittadini.

L’Ordine degli Avvocati del foro bustocco sottolinea al presidente della Repubblica, per quanto riguarda i decreti ingiuntivi alla aziende, che ce ne sono 10mila in sospeso, ciò significa qualcosa come 50 milioni di euro insoluti che si riflettono sui bilanci delle singole imprese. Non bisogna essere degli economisti per capire quali siano gli effetti produttivi e occupazionali che ne derivano. “Ad essere garantiti – scrive l’Ordine – sono soltanto debitori e furbi”.

Rimaste senza esito le perorazioni al ministro della Giustizia Carlo Nordio, nell’aprile scorso arrivò negli uffici giudiziari di via Volturno il sottosegretario Andrea Ostellari, chiamato in causa dalla Lega.  All’europarlamentare Isabella Tovaglieri e al sindaco Emanuele Antonelli, nonché ai vertici di Tribunale e Procura, presenti all’incontro, il rappresentante del governo assicurò di “prendersi a cuore il problema”. Che cosa poteva fare diversamente, un politico, se non promettere rapidi interventi? E’ però evidente che il concetto di rapidità ai livelli romani è diverso da quanto è comunemente inteso. Infatti, invece di migliorare, il quadro di riferimento sta peggiorando.

Dobbiamo meravigliarci? Il dibattito attorno alla Giustizia è incentrato sulla separazione delle carriere, che pare essere, per la politica, la panacea di tutti i mali. La questione è appunto politica: i guai nei nostri tribunali sono ben altri. Lo spiega proprio oggi, 16 luglio, Milena Gabanelli, sul Corriere della Sera. La giornalista racconta quale sia lo stato della digitalizzazione dei fascicoli del processo penale nelle procure: un altro disastro, l’opera di informatizzazione si è impallata. Ma la transizione informatica è obbligatoria: dallo scorso aprile, in forza della legge Cartabia, tutti gli atti devono essere depositati per via telematica. Però c’è una norma che dice che puoi non farlo se ci sono dei malfunzionamenti, ed è quello che è successo. Quindi, come si fa? Si fa tutto doppio: un fascicolo su carta e l’altro digitale. Spiega Gabanelli. “Tutto deve coincidere perfettamente, se no si ricomincia da capo”. Con l’aggravante che dal Ministero arrivano in continuazioni disposizioni nuove e inaspettate che finiscono per accrescere la confusione.

Commenti? Ci sembrano scontati, persino pleonastici. Dalla situazione bustocca fino all’intero sistema giudiziario italiano c’è da rimanere senza parole. Nella speranza che a sopperire almeno in parte al ginepraio normativo e strutturale sia l’impegno di magistrati e funzionari. Quando ci sono e mai pensassero che in un tale contesto sia ancora possibile ottenere, come si dice, una “giustizia giusta”. E rapida.

Giudice di Pace Busto/Gallarate, appello degli avvocati a Mattarella: «Un disastro»

busto giudici pace giustizia – MALPENSA24
Visited 261 times, 1 visit(s) today