Paragone sfida Di Maio: «La mia espulsione? Decida il popolo di Rousseau»

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VARESE – The heat, la sfida. Quella tra Gianluigi Paragone e il leader dei Cinque stelle Luigi Di Maio, iniziata dopo il provvedimento di espulsione nei confronti del senatore varesino.

«Di Maio, perché non chiediamo agli iscritti cosa pensano della mia espulsione? Hai forse paura della trasparenza? Il codice etico dà ragione a me». Lo dice Paragone in un post su Facebook, dopo lo sfogo di qualche giorno fa

«L’accusa è quella di aver violato il codice etico rispetto al governo ma io chiedo di essere giudicato da un giudice terzo perché sia il collegio dei probiviri sia il comitato di garanzia ha dentro membri del governo. La verità è che quello di Di Maio è l’esercizio di un arbitrio. Perché ha paura che qualcuno gli dica che c’é un programma elettorale», sottolinea Paragone che attacca: «Caro Di Maio ma tu sei sicuro di non trasgredire i principi di trasparenza, lealtà, disciplina e onore del codice etico?». Nel codice, spiega, «c’è l’obbligo di astenersi da qualsivoglia comportamento che possa essere ostacolo alla realizzazione del programma. E nel programma non c’è scritto che dobbiamo genufletterci alle regole di Bruxelles».

Di Maio, perché non chiediamo agli iscritti cosa pensano della mia espulsione? Hai forse paura della trasparenza? Il codice etico dà ragione a me. Ecco le prove che incastrano chi mi accusa ingiustamente…

Di Maio, perché non chiediamo agli iscritti cosa pensano della mia espulsione? Hai forse paura della trasparenza? Il codice etico dà ragione a me. Ecco le prove che incastrano chi mi accusa ingiustamente…

Pubblicato da Gianluigi Paragone su Lunedì 6 gennaio 2020

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