Prove di alleanza. Bardelli: «Dario Galli? Ottimo candidato sindaco per Varese»

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Paolo Grimoldi e Dario Galli del Patto per il Nord con Stefania Bardelli al centro

VARESE – «Dario Galli sarebbe un ottimo candidato sindaco per Varese. Imprenditore capace, politico con esperienza sia sul territorio, sia a livello nazionale e fedele ai valori del territorio e del Nord. Ha solo un difetto: ha preso la tessera di un partito». Chi parla è Stefania Bardelli. La bersagliera ha mollato il generale Vannacci, ma non l’ambizione e la voglia di fare politica. È l’indicazione di Galli, fresco di passaggio dalla Lega di Salvini al Patto per il Nord di Grimoldi, non è un investitura, ma… quasi. Andiamo con ordine.

Niente cappelli

Un passo indietro. Stefania Bardelli dopo il divorzio politico da Roberto Vannacci e il contatto con il “rosso bruno” Marco Rizzo ha lavorato su due binari: quello civico, lungo il quale ha metamorfizzato il team del Mondo al Contrario nel movimento Vidoletti e quello politico, allacciando o mantenendo una serie di contatti, Tra questi, la bersagliera, ha rafforzato quello con il Patto per il Nord di Grimoldi: «L’unico partito – precisa – con il quale abbiamo un dialogo aperto».

Chiediamo. Bardelli, perché si vanta essere contro i partiti e poi ammicca con il Patto di Grimoldi che è a tutti gli effetti un partito?
«Il Movimento Vidoletti dice no al dialogo con i partiti logori e marci che fanno finta di litigare e poi fanno finire tutto a tarallucci e vino. Basta vedere le dinamiche dle centrodestra varesino e l’alternativa guidata da Divide Galimberti. Grimoldi invece, ha lavorato e sta continuando a lavorare sul territorio e, a differenza della Lega che parla di questioni del Nord a momenti alterni, lui non ha mai cambiato i suoi valori di riferimento. E non è un caso che il Patto del Nord riesca a coinvolgere tanti amministratori, persone vicine ai cittadini. L’ultimo esempio è proprio Dario Galli».

Che endorsement, Bardelli! C’è chi dice che il suo movimento, in allenaza con il Patto, sia pronto a candidare l’ex leghista a sindaco di Varese. È vero?
«Non fosse per la tessera di partito che ha in tasca, sarebbe il mio candidato alla corsa per Palazzo Estense. Conosce il territorio, è stato sindaco, presidente della Provincia e deputato. È anche un ottimo imprenditore. Direi che ne ha di skill. Inoltre lo conosco personalmente per essere stata la sua portavoce quando era viceministro allo Sviluppo Economico».

Quindi?
«Quindi non chiudo il dialogo con il Patto del Nord e nemmeno con Galli, che mi riprometto di incontrare nei prossimi giorni per capire se davvero ci sono i presupposti per un progetto condiviso».

Insomma, civismo addio?
«Non scherziamo. Il Movimento Vidoletti non cambia il proprio percorso. Io continuo a incontrare i cittadini, ma anche figure di alto profilo in grado di fare il candidato sindaco. Una cosa è certa, alle prossime amministrative parteciperemo con una nostra lista, senza avere l’obbligo e l’ambizione di mettere il cappello sulla candidatura. Se lungo questo percorso ci sono realtà che vogliono condividere il nostro progetto di certo non ci chiudiamo su noi stessi».

Bardelli – Grimoldi – Rizzo, un trio anti sistema: da questo mix “sui generis” potrebbe uscire una proposta per Varese città?
«Escludo Rizzo. Marco è un amico che stimo, ma deve capire dove va il suo movimento. Il Patto di Grimoldi invece, ha una linea chiara. La stessa che avevo suggerito di seguire a Roberto Vannacci. Il generale però ha tradito i territori. Io no e nemmeno Grimoldi».

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