IL PUNTO DI MISTER POGLIANI: “Torniamo alle origini, giochiamo in strada”

Pogliani

Carlo Pogliani 

Giochiamo indubbiamente bene ma non facciamo goal: particolare non proprio trascurabile, purtroppo. Ma ci siamo mai chiesti perché dai mondiali 2006 in poi non abbiamo più avuto nove o dieci killer da dentro o fuori dall’area? Io c’ero, in campo, nel periodo post mondiale e ho visto tutto, purtroppo.

I sei punti del mister

1) non esiste più la strada e quasi più l’oratorio dove i ragazzini trascorrevano dalle due alle tre ore al giorno a contatto con l’attrezzo amico, il pallone, acquisendo dimestichezza con quello definito metodo “deduttivo”: imparo dai miei errori e copio dai gesti tecnici altrui.
2) non esiste più la voglia, successiva alla strada, di andare in una società per provare il rettangolo verde e le porte grandi con la rete. Finalmente poter tirare senza che il pallone scappi lontano o in strada o al parco. All’oratorio i tiri bisognava aspettare il buio per poterli provare, prima eravamo anche 20 contro 20 sul piccolo campo a sette a rincorrere una sfera.
3) non esiste più l’istruttore che quei tiri te li fa provare e corregge postura e collo o interno piede, ma al contrario, durante la partitella ti impone di non farlo quel gesto, perché bisogna far girare palla onde arrivare in zona goal con molti passaggi e pochi dribbling. Quelli che noi in strada avevamo già appreso con il metodo deduttivo.
4) non esiste più il nove che, costantemente, guarda la porta avversaria, ma il nove che guarda la propria arretrando per fare la sponda o spizzare la palla per l’inserimento dei compagni di rincorsa. Ho sentito io, con le mie orecchie, un mister fare i complimenti al proprio centravanti che ” ci fa giocare”, fa niente se in tutto il match non ha mai visto in faccia il portiere avversario e in campionato la porta l’ha violata meno di dieci volte.

Torniamo alle origini

5) non esiste più chi tira da lontano, non esiste più chi tira da vicino, non esiste più chi ha dimestichezza con la porta annusandola al buio, non esiste più il dribbling, anche sul portiere, ma il tu dalla a lui che la dà all’altro con le pettorine rosse/giallo/blu. Il metodo cromatico che sviluppa l’intelletto calcistico e azzera il divertimento e il contatto continuo con l’amico pallone.
6) non esiste più il nove, il dieci è scomparso da tempo immemore ormai. Totti e Del Piero, gli ultimi, giocavano in strada da piccoli, senza pettorine colorate di rosso/giallo/blu. Mettiamo i campetti anche di cemento recintati nei parchi e torniamo a sfondare le scarpe, anche quelle della festa.

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