BUSTO ARSIZIO – «Raccordo Y, e Busto che fa?». È Gigi Farioli, capogruppo di Popolo Riforme e Libertà, a sollevare nuovamente il caso del collegamento ferroviario tra le linee FS e Nord che a Busto Arsizio provocherà l’esproprio e la delocalizzazione di cinque nuclei familiari. «Il raccordo appare superfluo, se non inutile. Ma quali iniziative ha assunto Busto Arsizio per garantire la non dequalificazione delle sue fermate e gli investimenti fatti e in corso?», anche alla luce del «PGT in via di variazione con la riconfermata valenza d’area vasta e con il ruolo centrale delle stazioni».
Il progetto
Il raccordo Y rientra nel progetto del terzo e quarto binario della ferrovia Rho-Gallarate, finalmente entrato nel vivo dopo vari lustri di discussioni. Gigi Farioli aveva già battuto sullo stesso tasto esattamente un anno fa, con un’interrogazione che poi era arrivata ad essere discussa in commissione territorio, suscitando «unanime» consenso da parte delle forze politiche di maggioranza e opposizione. L’idea dell’ex sindaco era che l’opera fosse da stralciare in quanto, ricorda ora, «ritenuto dai più superfluo se non inutile alla luce dell’ormai in via di realizzazione nuovo collegamento col terminal aeroportuale e in contraddizione con opere nel frattempo realizzate (e non ultimate) in rapporto alla stazione FNM di Castellanza/Busto Sud». La preoccupazione di Farioli, già espressa in consiglio regionale anche dal Dem Samuele Astuti, è che la nuova ferrovia Gallarate-T2 finisca per spostare l’asse dei collegamenti strategici tra Milano e Malpensa verso la città dei Due Galli, ridimensionando il ruolo di Busto Arsizio come prima fermata del Malpensa Express e “porta esterna” dell’aeroporto della brughiera.
L’interrogazione
Nel frattempo il progetto starebbe andando avanti a rilento, tanto che si stanno rinfocolando «ulteriori opposizioni dei Comitati che avrebbero chiesto il coinvolgimento anche delle amministrazioni di Busto Arsizio e Castellanza, ma soprattutto la richiesta del Comune di Vanzago di bloccare l’appalto stante i ritardi ormai accumulati e il non più possibile rispetto dei tempi previsti dal Pnrr e conseguenti insuperabili difficoltà per la comunità vanzaghese». Una situazione ingarbugliata. Così Gigi Farioli si rivolge al sindaco e alla giunta per chiedere «quali iniziative siano state assunte a seguito dell’unanime mandato del consiglio comunale e di tutti i gruppi consiliari ivi rappresentati», ma anche «quali risposte siano pervenute da Regione, Ministero e Commissario, quale sia lo stato dell’arte e le previsioni di un eventuale e credibile cronoprogramma», e infine «quali iniziative si intendano eventualmente assumere, tenuto conto dell’interessamento di parte comunque significativa delle proprietà pubbliche e private (è prevista la delocalizzazione cinque nuclei familiari) in caso di prosecuzione del progetto».
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