Radice e l’appello per l’ex Manifattura: «Nessun progetto, è solo propaganda»

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LEGNANO – Una lunga risposta a doppia firma, che però gira intorno alla questione di fondo senza mai prenderla in considerazione. Così il sindaco di LegnanoLorenzo Radice, spalleggiato dall’assessore all’urbanistica, Lorena Fedeli, ha preso posizione oggi, lunedì 6 novembre, al «clamore – parola loro – che ha suscitato il nostro messaggio di ringraziamento ai cittadini firmatari di un appello per la conservazione della Manifattura». Clamore legittimo, visto che l’“appello” lanciato dal consigliere di minoranza Franco Brumana sconfessa i piani della giunta per lil recupero dell’ex Manifattura (nella foto); che fra i firmatari si è aggiunto, fra gli altri, l’ex sindaco Alberto Centinaio, finora da sempre sulle stesse posizioni politiche e amministrative di Radice & C.; e che il sindaco e la sua maggioranza non se ne sono affatto risentiti, anzi hanno incassato quella firma come un successo.

Senza mai nominare né Brumana né Centinaio, sindaco e assessore ribadiscono la loro «posizione netta e chiara – sempre parole loro – rimasta tale nel tempo sull’idea di conservare e dare nuova vita all’ex fabbrica inventando il nome di “ManiFutura”». Quella che segue è un’ampia sintesi della lettera aperta diffusa oggi dai due amministratori legnanesi.

Infondata l’ipotesi degli abbattimenti

La nostra visione sulla Manifattura nasce non oggi con il Pgt, ma ben tre anni fa quando, in campagna elettorale, l’abbiamo inserita fra i punti qualificanti del programma amministrativo. Grazie a questa, l’acquirente dell’area ha saputo fin da subito con certezza l’intenzione dell’amministrazione di conservare quel luogo simbolo della città, e di farlo a partire da quanto dice l’autorità in materia, ossia la Soprintendenza.

Quelle indicazioni sono state da noi puntualmente riportate sulla scheda di piano della proposta di Pgt. Serve forse qui chiarire ai non addetti ai lavori che una scheda di piano non è il progetto dell’area, come invece si sta erroneamente facendo credere. Sarà la proprietà, infatti, a presentarci una proposta progettuale che dovrà tenere conto dei vincoli indicati dalla Soprintendenza. Il fatto che su due edifici la Soprintendenza non abbia posto il vincolo non significa che questi dovranno necessariamente essere abbattuti, come qualcuno, senza alcun fondamento, va affermando. Ricordiamoci, inoltre, che il progetto, oltre che presentato all’amministrazione comunale, dovrà essere sottoposto al benestare della Soprintendenza stessa, che dovrà quindi ulteriormente esprimersi sulla sua bontà complessiva.

Visione, obiettivi e sostenibilità

Ci sembra importante, inoltre, sottolineare che ogni questione urbanistica e, a maggior ragione, una questione urbanistica di questa rilevanza chiami in causa tre fattori: la visione, gli obiettivi pubblici e la sostenibilità.

“ManiFutura” guarda a un luogo in cui il passato e il futuro della città devono convivere in un mix di funzioni che vanno dalla sede centrale della biblioteca diffusa a spazi espositivo-museali, dalla formazione ai laboratori, dal commercio al coworking. I nostri obiettivi per la città sono avere spazi per insediare funzioni di utilità pubblica nell’edificio storico principale, creare aree verdi per l’uso pubblico e piazze per collegare il centro verso la stazione e il borgo Sant’Ambrogio, estendendo la zona pedonale del centro.

Quanto alla sostenibilità, un progetto come questo non può essere affrontato dal Comune in solitaria, ma richiede di confrontarsi col privato e i suoi legittimi obiettivi, indirizzandoli verso l’interesse pubblico di tutela del bene e di sviluppo dell’area. Nel quadro degli obiettivi pubblici del progetto ManiFutura va letta la possibilità per il privato di realizzare residenze, commercio, ma soprattutto di dotare la città di altri mix funzionali (per esempio combinando pubblici esercizi, ristorazione, servizi per le imprese, uffici, spazi per formazione) utili a rendere tutta l’area un nuovo centro aperto durante tutto il giorno. Chi ha a cuore la tutela e la conservazione di questo storico bene non può che sperare che questo punto di incontro si trovi presto e bene.

Nessun progetto, ma solo propaganda

Oggi il progetto non esiste, nonostante quello che dice chi parla di un grattacielo da venti piani e raccoglie firme per opporsi alla sua realizzazione. Chi parla di edifici di importanza storica da abbattere e grattacielo da costruire ha in mano qualche reale progetto? In questo caso lo invitiamo a mostrarlo. Altrimenti saranno soltanto trovate propagandistiche per creare allarme da parte di chi ha già dimostrato di avere idee quanto meno fantasiose e contraddittorie, proponendoci prima di acquisire l’ex Manifattura, ignorando che le risorse occorrenti anche solo per la sua conservazione sono al di fuori della portata di qualsiasi amministrazione comunale; poi parlando di imprenditori messi in fuga dall’amministrazione salvo qualche mese dopo parlare di regalie agli stessi imprenditori; infine definendo prima il nostro progetto “Manisciagura”, salvo poi raccogliere firme riproponendone i contenuti quasi con un copia-incolla del nostro programma elettorale.

Fra qualche giorno doteremo Legnano di un nuovo documento di piano; grazie a questo potrà finalmente arrivare un vero progetto e allora potremo parlare di ManiFutura. Fino a quel momento saranno solo chiacchiere, buone a distrarci dal tema vero: il Pgt e le sue innovazioni a vantaggio della trasformazione della città.

Lorenzo Radice, sindaco di Legnano

Lorena Fedeli, assessore alla Città futura

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