Samarate, maggioranza senza numeri in Commissione. FdI e Lega: «Basta. Al voto»

SAMARATE – Gli attriti in maggioranza a Samarate non sono ancora risolti. Ieri, 23 giugno, Samarate Insieme e Movimento Cinque Stelle non si sono presentati in Commissione Servizi Sociali, facendo mancare il numero legale con l’assist delle opposizioni che si sono alzate e hanno abbandonato l’aula. Ora sono proprio le minoranze – Fratelli d’Italia e Lega – a cavalcare l’onda, con una provocazione: «Se non hanno i numeri per governare è meglio ritornare a votare».
Interpellato, l’assessore pentastellato Alessio Sozzi prende le distanze dalle accuse: «Nessuno dei miei commissari era disponibile per motivi personali. Il centrodestra? Preferisce costruire polemiche ad arte per screditare, piuttosto che assumersi le proprie responsabilità». Differente la reazione di Alessandro Cenci (SI): dribbla il caso e si limita al solito no comment. Che invece di scacciare i dubbi, li alimenta. Un’altra volta.

La maggioranza zoppica

Se, in questi mesi di confronti in maggioranza, è stata attuata una strategia scaccia-crisi, non sembra stia funzionando. D’altronde, chi frequenta la politica samaratese lo sa bene quanto le riunioni del centrosinistra si stiano facendo sempre più accese. Da un lato, sempre loro: quei gruppi di maggioranza – non solo SI o M5S, ma anche Samarate al Centroche da tempo chiedono un cambio di passo; dall’altra, il sindaco Alessandro Ferrazzi e i suoi alleati più fedeli che provano a tenere insieme la coalizione, spesso (come è giusto che sia) con confronti accesi.
I temi che stanno facendo discutere in maggioranza sono noti, ma nell’ultima Commissione è stata la gestione del progetto educativo di strada (per la ricerca di intervento sui bisogni dei giovani nel territorio) a creare divergenze. E c’è chi ha valutato di non presentarsi in aula. Insomma, le tensioni nel centrosinistra non solo non si sono attenuate, ma sembrano sempre più evidenti.

Le opposizioni: «Nuove elezioni»

Gli attriti non sono passati inosservati alle opposizioni di centrodestra. Che, anzi, affondano il colpo con il presidente di circolo e capogruppo di Fratelli d’Italia, Vito Monti, e il segretario della Lega, Valentino Celotto: «Se la maggioranza non ha i numeri per governare è meglio ritornare a votare». Poi la stoccata di Monti: «Ci hanno detto che questa Commissione serviva a mostrare la bontà del progetto alle minoranze, ma probabilmente non è stata capita o condivisa dai gruppi che non si sono presentati in aula». E ancora: «Sia chiaro: né FdI né la Lega faranno mai da stampella a una maggioranza disomogenea, nata per battere qualcuno e non per creare progetti utili per la città».

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