Samarate, Macchi: «Non mi chiuderete la bocca». Bocciata la mozione di censura

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Luca Macchi si confronta con i consiglieri, gli assessori e con il segretario comunale

SAMARATE – «Se qualcuno pensa di chiudermi la bocca, ha sbagliato». Luca Macchi taglia corto. Bocciata la mozione di censura presentata dalle opposizioniLega e Fratelli d’Italia – contro il presidente del consiglio comunale a Samarate, accusato di prendere troppo spesso posizioni di carattere politico. Al punto da non sembrare, agli occhi del centrodestra, abbastanza sopra le parti per il ruolo che ricopre. Il caso è stato discusso ieri – 21 luglio – in aula. Senza risparmiarsi colpi. Per la Lega, infatti, si tratta di «un errore enorme», ha detto il capogruppo Leonardo Tarantino. «Se non cambia nulla, le conseguenze per la maggioranza potrebbero essere ben più fastidiose». Netta la replica del diretto interessato, punto di riferimento di Samarate al Centro: «Dirmi che, se non sto in silenzio, cambierete atteggiamento, io la leggo come una minaccia».

La vicenda

La mozione di censura nasce dalle polemiche per le assenze all’ultima Commissione Servizi Sociali, saltata per mancanza del numero legale, anche grazie al sostegno delle opposizioni. Un’occasione colta dal centrodestra per riaccendere i riflettori sugli attriti in maggioranza, arrivando anche a chiedere – come provocazione – le elezioni anticipate. Immediata era stata la replica di Macchi, con uno j’accuse rivolto ai consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia che ha acceso la miccia.

«Non sono un passacarte»

Un intervento firmato «dal coordinatore del gruppo di maggioranza», ha precisato il presidente del consiglio. «Quindi ora cercate di censurare un avversario politico per aver espresso un parere». Azione che, ha detto, «rimanda automaticamente a un periodo non felice della nostra storia». E ancora: «Come referente della lista, credo di avere tutto il diritto di esplicitare le mie contrarietà nei confronti di eventi che considero poco rispettosi delle istituzioni. Diversa sarebbe stata la mia posizione in aula». E, anzi, «relegare il ruolo di direttore dei lavori in consiglio comunale a passacarte è un concetto quasi offensivo».
Macchi ha incassato anche il sostegno della maggioranza. Sia da Samarate Città Viva con Giovanni Borsani («Parliamo di qualcosa che è avvenuto al di fuori del consiglio comunale. Penso che si sia sempre comportato in maniera corretta»), sia dal Partito Democratico con Sergio Broglia («Di fronte a un atteggiamento scorretto credo sia lecito rispondere»).

Opposizioni alla carica

Barra dritta per Tarantino: «Quando mancano i numeri, al massimo si prendono due parole dalla minoranza. Poi zitti e a casa tutti. Invece, questa volta, apriti cielo: il presidente si è scatenato». E ancora: «Ora dovrebbe astenersi dalle cariche di un gruppo politico. E invece dice che le opposizioni non possono decidere di non partecipare al voto. Ma dove siamo? Inaccettabile. Si torni coi piedi per terra: le chiose durante il dibattito consiliare sono da evitare». Sempre dalla Lega, sulla stessa linea Valentino Celotto («Reputo che a volte il presidente sia andato oltre al suo ruolo») e Nicoletta Alampi («Dubito della sua capacità a essere superpartes»).
Dal fronte Fratelli d’Italia, Vito Monti: «Un comportamento che lede l’autorevolezza della sua figura. Che, essendo di garanzia, non dovrebbe prendere parte alla disputa politica, sia in consiglio comunale che sui giornali o sui vari canali social. Lo invitiamo ad assumere sempre, in futuro, una condotta di neutralità, di imparzialità e di garanzia rispetto ai gruppi politici. Evitando di entrare nella naturale disputa politica tra maggioranza e opposizione».

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