SAMARATE – La comunità di Samarate si è riunita questa sera, 17 aprile, nell’atrio del municipio per ricordare Teresa Stabile, la donna accoltellata e uccisa ieri dal marito nel cortile di casa in via San Giovanni Bosco. In tanti hanno accolto l’invito dell’amministrazione comunale a partecipare al primo momento di cordoglio in città, dove è stato indetto il lutto cittadino fino al 19 aprile e nel giorno dei funerali.
Non può finire così
Prima di lasciare il microfono all’assessore ai Servizi sociali Cinzia Castiglioni e al presidente del consiglio comunale Luca Macchi, ha preso la parola il sindaco Alessandro Ferrazzi, invitando le donne a non nascondersi per paura o vergogna ma a denunciare: «Questo è un problema che esiste e sta dilagando. Non lo possiamo accettare e non lo riusciamo a comprendere. Una separazione non può finire in un femminicidio». Guarda il video:
Il male esiste
Subito dopo è intervenuto il parroco, don Nicola Ippolito. «Davanti a un fatto così grave rimaniamo sgomenti», sono le sue parole. «Il male esiste, c’è bisogno di interiorizzare quello che è accaduto e di lasciare spazio al silenzio». Il sacerdote ha posto l’accento sul ruolo educativo, «che non vede nessuno escluso» e sulla ricerca di valori condivisi. Guarda il video:
Mai più in silenzio
La comunità è apparsa scossa e incredula di come Vincenzo, per tutti Enzo, Gerardi si sia trasformato da «persona normale» a mostro. Il cordoglio per Teresa e la vicinanza alla sua famiglia che l’amministrazione comunale ha voluto testimoniare sono stati la leva per riflettere sulla violenza di genere attraverso una serie di letture e per lanciare un messaggio: «La pena e il dolore insanabili di famiglie e di comunità ferite sono lo strazio di tutti. Per questo siamo qui, per dire “Mai più in silenzio”. A tutte le donne vittime di una violenza ingiustificabile perché ogni femminicidio, ogni discriminazione, ogni maltrattamento, sono un’aggressione all’intera società».
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