SAMARATE – Mezza Lega si è astenuta sull’intitolazione di un’area alle vittime della strage di Bologna. Ma la presa di posizione non è polemica, né incide sulla serenità della maggioranza di Samarate. Sì, perché non solo le opposizioni hanno fatto fronte unito a supporto della mozione del Pd, per sottolineare la matrice neofascista come responsabile dell’attentato del 2 agosto 1980. Anche quasi tutta la maggioranza ha deciso di allinearsi alla proposta, ma a una condizione: sarà una scelta della giunta stabilire il luogo. Solo una quota della Carroccio ha deciso di astenersi, sostenendo l’idea – respinta – di emendare il documento per estendere l’intitolazione a tutte le vittime del terrorismo.
Le richieste del Pd
La mozione è stata discussa all’ultimo consiglio comunale. Al centro, i dubbi sulla scelta del luogo da intitolare. «Il concetto non cambia: se c’è una proposta differente se ne può parlare. Ma il messaggio è che la strage di Bologna, in particolare, è stata vergognosa», spiega a margine il consigliere di minoranza Tiziano Zocchi (Pd). «Oltre a voler colpire i rappresentanti dello stato – comunque esecrabile – sono stati coinvolti dei civili innocenti. Un gesto vigliacco e tipicamente fascista». Ecco perché l’ipotesi di modificare il documento e di ricordare tutte le vittime di terrorismo è stato respinto: «Sono pronto a firmarla. Ma deve essere un’altra mozione. Perché questo evento in particolare è stato un simbolo che ha cambiato il mondo. E va ricordato».
La posizione della maggioranza
Dal fronte della maggioranza, la volontà è stata di «spogliarsi delle considerazioni politiche e di votare la richiesta senza problemi», racconta il capogruppo leghista Leonardo Tarantino. L’unico emendamento accolto riguarda la scelta del posto. Che non sarà l’area davanti all’ex scuola elementare di via Dante Alighieri, ma sarà una scelta in carico alla maggioranza. Dice Tarantino: «Avevamo già in mente di intitolare delle aree, ad esempio quella per don Enrico Arrigoni. Quindi entro l’anno ci siamo presi l’impegno di individuare i luoghi ritenuti più idonei per posare una targa».
Solo in quattro in quota Lega si sono astenuti («senza polemica: l’avevamo concordata nella capigruppo»): Piera Primerano, Matteo Piantanida, Giovanni Mainini e Laura Moi. Che hanno preferito seguire la linea di un’intitolazione estesa a tutte le vittime di terrorismo.
