Malpensa a livelli Bridge in 7/8 anni. Sea: alzare le tariffe agli aerei che inquinano

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MILANO – «Malpensa in 7/8 anni ai livelli del Bridge». È la previsione che l’amministratore delegato di Sea Armando Brunini ha confermato oggi in commissione a Palazzo Marino, nel corso del dibattito sul restyling del city airport di Linate. Lo aveva già dichiarato a Varese, in occasione della riunione in Prefettura per fare il punto sul trasloco dallo scalo milanese a Malpensa. Ma una proposta che era emersa nel dialogo con i sindaci in quella giornata varesina ora arriverà all’Autorità dei trasporti: «Far pagare tariffe aeroportuali più alte agli aerei più rumorosi e più inquinanti».

Dopo-Bridge

armando brunini seaDurante i tre mesi di Bridge, nello scalo varesino, rispetto allo stesso periodo 2018, ci sono stati il 44 per cento in più di movimenti e il 34 per cento in più di passeggeri, in media 105mila al giorno. «Se il trend continua a essere quello registrato negli ultimi dieci anni, ritorneremo ai volumi di Malpensa di quest’estate tra circa sette o otto anni» ammette l’Ad Brunini. L’aumento si reggerà soprattutto sull’implementazione dei voli intercontinentali e di quelli low cost: «Le direttrici principali – ha spiegato il capo operativo di SEA – sono fondamentalmente due: l’intercontinentale, che noi vogliamo spingere il più possibile perché questo territorio merita un’amplissima rete di collegamenti intercontinentali. Negli ultimi anni si sono fatti tanti nuovi collegamenti, ma c’è spazio ancora per crescere, in particolare verso l’Oriente e la Cina e con più voli per gli Usa». Su questo tema SEA si è espressa già più volte e poche ore prima anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana aveva chiesto nuove aperture sui bilaterali con il Paese del Dragone. L’altra direttrice, aggiunge Brunini, «è lo sviluppo dei low cost, il cui trend magari rallenta un po’ rispetto ai dieci anni precedenti, ma non si arresta. Noi abbiamo presenti a Malpensa i tre principali vettori low cost e tutti e tre hanno idea di continuare a crescere sul nostro scalo».

Chi più inquina nei cieli, più paga

Ma l’altra novità emersa nella riunione di oggi in Comune a Milano tocca da vicino i sindaci del CUV. Armando Brunini ha infatti rivelato la proposta che SEA porterà al tavolo dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), in vista del rinnovo delle tariffe, previsto per il 2021: far pagare tariffe aeroportuali maggiori alle compagnie aeree che hanno una flotta più vecchia e quindi più inquinante e rumorosa. «Dal momento che si conosce esattamente, per ogni tipologia di aereo, quanto consuma e quanto rumore fa, l’ipotesi che stiamo studiando e che proporremo all’Art è di quella di far pagare un po’ di più a quelli più rumorosi e più inquinanti e un po’ di meno a quelli più efficienti che sono in genere quelli più nuovi» ha rivelato l’Ad di Sea a margine della riunione della commissione, facendo riferimento ai nuovi aeromobili che riducono in modo notevole le emissioni in atmosfera e le emissioni acustiche. Sulla sostenibilità c’è anche un preciso impegno di SEA per la riconversione all’elettrico della flotta di veicoli che operano negli scali aeroportuali: «La maggioranza dei mezzi di Sea saranno elettrici entro il quinquennio del piano industriale che stiamo elaborando».

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