La chiesa sepolta di Sesto Calende: via alla nuova fase di scavi al San Vincenzo

SESTO CALENDE – Si torna a scavare a Sesto Calende, per riscoprire quei tesori nascosti che custodiscono la storia del territorio. Dal prossimo 4 maggio, infatti, riprenderanno le attività archeologiche all’oratorio di San Vincenzo. Un luogo che è già stato al centro degli studi e delle attività condotte dall’Università degli Studi di Milano, alla ricerca di una chiesa nascosta. Ma il lavoro da fare è ancora molto. E i professionisti presto torneranno sul campo per portare avanti le indagini.

Si torna a scavare

Gli scavi condotti nella zona dell’oratorio di San Vincenzo avevano acceso la curiosità degli addetti ai lavori, di studiosi e di appassionati del mondo antico. Ma anche dei cittadini, che avevano colto l’occasione delle visite guidate per ampliare il proprio bagaglio culturale. Una possibilità – come comunica l’Universita di Milano, dipartimento di Archeologia Medievale – che a breve tornerà effettiva, con la pubblicazione online delle date dei tour con gli esperti.
La chiesa di San Vincenzo, in ogni caso, è già stato oggetto di precedenti indagini tra il 1978 e il 1982. E ha rivelato una straordinaria continuità insediativa che si estende per oltre un millennio, dal periodo romano imperiale fino al medioevo. Tuttavia, molti interrogativi restano ancora irrisolti riguardo alla funzione e all’estensione dell’occupazione umana nel corso dei secoli.

I risultati degli scavi precedenti

Prima che si procedesse con l’ultima tranche di lavori, erano oltre quarant’anni che non si esplorava il sottosuolo dell’area. Ad agosto del 2024 erano quindi iniziate le operazioni condotte da professori e studenti dell’ateneo, poi portate avanti per tutto il mese di settembre. Successivamente, durante una conferenza pubblica dal titolo Il racconto di uno scavo, erano stati condivisi i risultati delle operazioni.
Ma un primo quadro dell’operazione era stato già presentato dai professionisti che si trovavano sul posto per effettuare gli scavi. Dopo le ispezioni con il geo radar, erano infatti emersi i primi indizi. E i responsabili del progetto – in sinergia tra le cattedre di Archeologia Cristiana e Medievale e di Archeologia Classica – guidato dal responsabile scientifico Emanuele Intagliata con il professor Lorenzo Zamboni, avevano rivelato di avere individuato un’abside: probabilmente un edificio ecclesiastico, da lì era cominciato il percorso per capire come si comporta nello spazio e nel tempo con il San Vincenzo, che ha una prima fase di vita risalente al periodo romano e longobardo. Domande che cercano una risposta. Ed è proprio l’obiettivo dei nuovi scavi.

La chiesa sepolta di Sesto Calende: i risultati degli scavi a San Vincenzo

Scavi archeologici a Sesto Calende. «C’è una chiesa nascosta sotto San Vincenzo»

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