SOLBIATE ARNO – Obiettivo: «Evitare la cancellazione di un servizio indispensabile per il benessere e la dignità delle persone generalmente anziane, che hanno – e avranno – bisogno in futuro di usufruire delle cure prestate dalle strutture comunali». Così la minoranza di Primavera Solbiatese. In un’interrogazione il gruppo chiede in maniera «urgente» chiarimenti all’amministrazione comunale sull’interruzione del servizio di assistenza domiciliare.
«Servizio indispensabile»
«Siamo venuti a conoscenza – la premessa dell’opposizione – che a dicembre 2023 è stato interrotto il servizio di assistenza domiciliare». Quanto basta per ritenere «urgente» conoscere i motivi che hanno portato a questa condizione, per un’attività «di indubbia utilità, da anni, fornito ai cittadini». Infatti, il servizio in questione «è universalmente riconosciuto come uno di quelli indispensabili per la cura e il benessere delle persone cosiddette fragili. Persone alle quali – a causa di malattie croniche o temporanee, per età avanzata o per oggettive difficoltà a fare fronte ai costi spesso non sostenibili richiesti dalle strutture extra-comunali – deve essere garantita l’assistenza continua. Senza che vengano sovrapposti impedimenti burocratici o, peggio ancora, impedimenti economici da parte delle strutture comunali preposte».
Non solo, negli ultimi tre anni «per effetto delle decisioni assunte dall’amministrazione comunale sono stati smantellati alcuni servizi indispensabili». Tra cui: «Il servizio infermieristico, il servizio prelievi, Io scioglimento del consorzio con Comune di Albizzate e, appunto, la paventata cessazione del servizio domiciliare».
Le domande
Da qui, una serie di domande per avere chiarimenti sui motivi che «hanno portato in un primo momento a diminuire le ore relative allo svolgimento del servizio rispetto agli iniziali accordi assunti con l’amministrazione comunale di Albizzate». Ma anche le cause che hanno causato «l’ulteriore diminuzione delle ore impiegate» e quelle che hanno determinato «l’interruzione del servizio». E, quindi, capire «perché i cittadini non sono stati avvisati della decisione di non erogare più il servizi» e «se il responsabile dei servizi sociali non ritenga utile – per ragioni di trasparenza e per non lasciare nell’indeterminatezza i fruitori – che si rendano note le cause che hanno indotto la giunta a interrompere il servizio».
