SOMMA LOMBARDO – «Se qualcuno mi chiedesse “rivoteresti Bellaria?”, risponderei di no». Sono le prime parole di Gerardo Locurcio dopo le dimissioni da presidente del consiglio comunale di Somma Lombardo. Il culmine di uno scontro aperto nella lista Somma al Centro – di cui è fondatore e che da otto anni sostiene la maggioranza – e in tutta la coalizione di centrosinistra. Ora non ha alcun dubbio: sostenere il sindaco Stefano Bellaria è una scelta che non rifarebbe. Locurcio parla a ruota libera e, con toni decisamente critici, svela l’esistenza di un progetto per la posa del fotovoltaico e dello smaltimento del percolato alla ex discarica di Somma e Vergiate. Racconta di «una ditta unica che si è proposta, dove c’è dentro un personaggio» che «ricorda la Mensa dei poveri».
Il punto di Locurcio
Locurcio racconta il suo punto di vista alle telecamere di Videolibero, che nelle ultime ore ha diffuso un breve anteprima di un’intervista che riassume questi ultimi mesi di litigi. Quanto basta per ricostruire i temi principali che sono sfociati nelle dimissioni da direttore dei lavori in aula. «Ci ho riflettuto e la situazione non era più sostenibile: tra lo sfratto e l’incontro avuto in maggioranza», spiega. Riferimento, quest’ultimo, che va al vertice di maggioranza convocato lo scorso 6 novembre da Claudio Brovelli (ex sindaco e oggi capogruppo di Sinistra per Somma) per cercare una soluzione e porre fine alla querelle. Ed effettivamente sembrava che una via d’uscita si fosse trovata. Almeno è quello che si leggeva nella nota ufficiale diffusa – poco dopo l’incontro – dalla maggioranza, dove si annunciava la pace ritrovata. Ma è evidente che quella nota non raccontava la verità.
Lo sfogo
Ora, infatti, si sfoga. Riparte dalla lettera inviata al primo cittadino e alla coalizione per chiedere la testa dell’assessore Edoardo Piantanida Chiesa, «perché il problema è prevalentemente politico». Sottolineando «la caduta di stile che non pensavo potesse essere fatta da un sindaco. L’oggetto del contendere non è mai stato affrontato». Ma adesso Locurcio come si comporterà? Intanto i rapporti con l’assessore sono definitivamente a zero («Per noi non esisteva già prima e non esisterà mai più»). Ma soprattutto continuerà come consigliere di Sac, dimostrando di «non essere attaccato alla cadrega o allo stipendio» e liberandosi dagli obblighi di mantenere una posizione super partes. Nello specifico: «Non starò né in opposizione né in maggioranza. Starò in una realtà che voterà in funzione degli argomenti. Se il mio voto sarà simile a quello dell’opposizione, vuol dire che starò facendo opposizione. Se sarà simile a quello della maggioranza, vuol dire che starò condividendo quel tema». Anche perché non ha mai nascosto l’intenzione di dire la sua in merito a «molte cose che avrei gestito in maniera diversa. Basta vedere quante cose sono ancora ferme».
