Malpensa, Somma non segue Cardano e Samarate. Sì condizionato al Masterplan

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SOMMA LOMBARDO – Somma Lombardo non cambia idea: sì al Masterplan di Malpensa. Ma ad una condizione bene precisa, che si rispettino gli accordi presi nel protocollo d’intesa firmato a Palazzo Lombardia nel giugno del 2022. La giunta del sindaco Stefano Bellaria si è ufficialmente espressa sul Piano di sviluppo dell’aeroporto, a seguito della Conferenza di Servizi decisoria indetta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma mentre i Comuni di Cardano al Campo e Samarate si sono già messi in direzione opposta e hanno dato parere negativo, Somma prosegue sulla strada intrapresa.

Il Sì di Somma

D’altronde, proprio il sindaco sommese ha di recente precisato lo stato dell’iter: il Piano di sviluppo dell’aeroporto è già stato approvato. E la Commissione di Valutazione impatto ambientale del ministero dell’Ambiente già da tempo ha dato il via libera, eccezion fatta per l’ampliamento della Cargo city che in questo momento è stato stralciato per seguire un percorso differente dopo l’approvazione del Decreto Aria in Parlamento.
La giunta sommese ha quindi espresso «parere favorevole», in merito agli aspetti che sono di competenza dell’amministrazione, al Masterplan. Come risulta dalla documentazione progettuale trasmessa per ultimo da Enac. La condizione però è il «rispetto degli accordi assunti nel protocollo d’intesa sottoscritto il 6 giugno 2022». Nella stessa delibera, il primo cittadino viene incaricato a «
partecipare ai lavori della Conferenza di servizi indetta dal Mit, finalizzata all’espressione del parere favorevole condizionato dell’ente di appartenenza nel procedimento di intesa Stato-Regione Lombardia».

I temi del protocollo

I punti del protocollo d’intesa a cui fa riferimento al giunta sommese riassumono una serie di interventi destinati al territorio. Come le opere infrastrutturali inserite nel vecchio Piano d’area (già sottoposto a Vas), così come la valutazione e il compimento di tutte quelle opere compensative realizzate solo parzialmente o non realizzate con l’apertura di Malpensa 2000. Senza dimenticare – fra gli altri – quelli finalizzati al contenimento e alla riduzione del rumore e dell’inquinamento atmosferico. Erano inclusi, poi, anche i temi legati alla qualificazione professionale dei lavoratori e al recupero funzionale delle aree delocalizzate. Fino alla possibile produzione di energia pulita da cedere a condizioni di favore alle comunità locali.

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