Che «meraviglia» a Somma. L’angelo di Ravo fa da sfondo allo show di motocross

Foto di Davide Morello

SOMMA LOMBARDO – Il Sempione cambia volto: niente traffico, solo una grande rampa che punta verso il cielo. A fare da sfondo, l’angelo di Ravo. Quel magnifico murales che in tutti i suoi 30 metri di grandezza veglia su Somma Lombardo. C’è aria di festa. E mentre i grandi campioni di motocross si cimentano in trick mozzafiato che lasciano il pubblico senza voce, la città inaugura ufficialmente l’opera più grande realizzata in Europa dallo street artist varesino Andrea Mattoni.

Lo show

Oggi, 14 ottobre, è una giornata speciale per Somma. Dedicata non solo all’arte eccellente, alla bellezza per gli occhi. Ma è anche un omaggio all’entusiasmo, allo show, alle moto che mettono le ali. Con i campioni che dedicano una parte del proprio talento per strappare un sorriso ai ragazzi più fragili e ai bimbi. Ecco perché in sella alla due ruote c’è sempre lui, Vanni Oddera, ormai una certezza per il suo impegno sociale con la Mototerapia. Al suo fianco, una squadra che non è da meno: Massimo Bianconcini, Francesco Buetto e i Daboot. A mettere la firma all’evento, l’altro grande punto di riferimento culturale della città. Si tratta de La Cattedrale, l’ex azienda meccanica rilanciata dall’imprenditore sommese Paolo Rovelli che è ormai diventata la culla dell’arte contemporanea e dello spettacolo.

foto di Davide Morello

Ecco l’angelo di Ravo

Oltre le moto, l’arte. L’arcangelo Gabriele di Ravo – un particolare della Annunciazione del Cerano conservata nel Castello Visconti di San Vito – è stato ufficialmente inaugurato. «Un’occasione per conoscere meglio il popolo di Somma», ha detto l’artista. «Io sono spesso in Cattedrale. E uscire, salire al settimo piano per lavorare e incontrare le persone mi ha dato la possibilità di scambiare qualche chiacchiera. Una cosa molto italiana, mi offrivano il caffè e mi volevano conoscere. Sono molto felice di essere qua ancora una volta».

Per il sindaco Stefano Bellaria sono tre le parole chiave dell’evento e dell’opera. «Stupore», quella delle «persone che si fermavano e alzavano gli occhi per guardare l’artista al lavoro». Ma anche «meraviglia», facendo riferimento «al mondo che ci circonda: spesso non ci rendiamo conto di quello che abbiamo intorno, quindi prendiamoci un momento e notiamo la bellezza». E poi «gratitudine», quella rivolta ai campioni in moto. Fino al ricordo commosso di Gianpaolo Grossoni, il motore della vita sommese scomparso pochi giorni fa: «Era l’emblema della città, il simbolo di chi si rimbocca le maniche e si mette all’opera».

Presenti anche l’assessore alla cultura Donata Valenti («La bellezza e la conoscenza arricchiscono anima e occhi»), l’assessore al turismo Francesco Calò («Abbiamo lavorato come una squadra, un’opera che valorizza il patrimonio culturale sommese») e Paolo Rovelli («Un’iniziativa di abbellimento della città, che ha già molto. Stiamo semplicemente portando il bello all’esterno»).

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