Nervo (SommaSì): «Sto con il prevosto per Sant’Antonino. Basta promesse vuote»

somma sant'antonino nervo

SOMMA LOMBARDO – «Il centrosinistra deve smettere di fare promesse senza trasformarle in fatti. C’è ancora tempo per non deludere Mezzana. E per non prendere in giro la parrocchia». Sono le parole del consigliere di minoranza Alberto Nervo (SommaSì), che si schiera con don Basilio Mascetti sul futuro della chiesa sconsacrata di Sant’Antonino. Negli ultimi due anni il prevosto è stato coinvolto nella vendita dello storico edificio, facendolo rientrare come perequazione all’interno del Piano attuativo in Variante al Pgt della Secondo Mona per trasformarlo in una sala civica. Ma a poche settimane dal voto in consiglio comunale, i partiti e le liste civiche di maggioranza hanno deciso di fare un passo indietro.

Nervo con la parrocchia

Dopo che il prevosto si è detto «amareggiato» per il «danno economico alla parrocchia», anche Nervo prende posizione: «Sto con don Basilio. Un uomo che è sempre alla ricerca della verità». E si scaglia contro il centrosinistra di Somma al Centro, Sinistra per Somma, Somma Civica e Pd. «Hanno deluso le promesse fatte per Sant’Antonino. Perché, a poche settimane dal voto in aula, non vogliono mantenerle? Inoltre, a differenza di quanto è stato detto, non è vero che servirebbe almeno un milione di euro per riqualificare la chiesa sconsacrata». Ma anzi, ricorda, «la Secondo Mona ha detto che comprerà l’immobile per cederlo al Comune, pagherà il progetto esecutivo e darà anche un contributo economico». Una base economica per partire a marcia ingranata. E anche se «resta qualcosa da aggiungere alla spesa, i Comuni capaci riescono a reperire fondi con i bandi». Una sfida che l’ente locale ha già dimostrato di sapere raccogliere e vincere, basta vedere i risultati ottenuti finora in ambito Pnrr.

L’assemblea di quartiere

Nel frattempo, questa sera – 20 giugno – si riunirà l’assemblea di quartiere a Mezzana. Un appuntamento a cui il consigliere di SommaSì non vuole rinunciare. «Sarò presente – aggiunge Nervo – per ribadire che sto dalla parte del prevosto e del Secondo Mona». Ma anche per evitare che l’iter autorizzativo per l’ampliamento di una delle più importanti aziende della città si complichi ulteriormente.

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