SOMMA LOMBARDO – Gli ascensori all’ex passaggio a livello di via Mameli-De Amicis «sono pronti, di fatto». Lo dice l’assessore ai Lavori Pubblici, Edoardo Piantanida Chiesa. Una vera impresa, tra proroghe e imprevisti che nel corso del tempo hanno allontanato sempre di più la fine dei lavori al sottopasso di Somma Lombardo. La luce in fondo al tunnel si vede, ora. Manca solo l’ultimo step, legato al collegamento elettrico, e poi l’opera potrà essere attivata.
Gli ultimi lavori
«Gli ascensori sono pronti da tempo», dice l’esponente della giunta Bellaria. Anche perché da oltre un anno i lavori hanno subito una serie di ritardi, stop imposti da Rfi e proroghe. Allungando sempre di più i tempi di realizzazione. Ora a che punto è l’opera? «Aspettiamo il collegamento elettrico: sono sei mesi, almeno, che Enel deve posizionare il contatore». E aggiunge: «Gli allacci provvisori sono già stati effettuati, e sono legati ai servizi essenziali come l’utilizzo delle telecamere di sicurezza o le luci». Per l’installazione degli ultimi impianti «sono stati già effettuati solleciti, aspettiamo che si possa intervenire».
Nel frattempo si è aggiunto un ulteriore dettaglio per prevenire gli allagamenti del sottopasso, tema molto dibattuto per i disagi che si sono creati a causa dei forti temporali. «All’entrata – spiega Piantanida Chiesa – è stati fatto un piccolo gradino, una sorta di pianerottolo rialzato che impedisce all’acqua di entrare». Si tratta di «un intervento aggiuntivo, nella parte di accesso da via Isaia Bianco, in attesa di metterci nuovamente mano in futuro». Ma nel frattempo, «evita che si creino altri danni come in passato».
L’inaugurazione
Una volta conclusi gli ultimi lavori, gli ascensori verranno attivati e saranno ufficialmente a servizio per restituire un collegamento rapido tra il centro e Mezzana. Con un’opera da circa 600mila euro, finanziata per 278mila da Regione Lombardia con il bando di rigenerazione urbana. L’inaugurazione invece è stata rimandata «dopo l’estate», conclude l’assessore ai Lavori Pubblici. «Ora pensiamo a concludere definitivamente l’opera e renderla fruibile, poi si penserà anche al taglio del nastro».
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