Dopo la sparatoria i poliziotti di Busto chiedono rinforzi: «Siamo vicini al collasso»

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BUSTO ARSIZIO – «Le parole e i proclami non bastano più». Dopo la brillante operazione della polizia di Busto Arsizio, che ha portato all’arresto di uno dei due rapinatori del benzinaio Marco Lepri in meno di ventiquattro ore di distanza dall’agguato, gli agenti chiedono rinforzi. E’ il segretario generale provinciale del Siulp, Paolo Macchi, a ricordare la perenne carenza d’organico di poliziotti in città: «Prima che gli inchiostri su questa vicenda si asciughino devo necessariamente rilanciare l’allarme per la gravissima carenza di personale che ha portato il commissariato di Busto a un minimo storico, tanto da non riuscire più nemmeno a garantire la volante su tutti i turni».

L’appello a Candiani

Il rappresentante del sindacato unitario di polizia si appella pubblicamente al sottosegretario agli Interni Stefano Candiani, il primo a dare l’annuncio dell’arresto di Maurizio Fattobene, colui che materialmente avrebbe aperto il fuoco contro Lepri. «Vorrei che il sottosegretario Candiani ci facesse sentire una vicinanza concreta, al di là dei proclami della politica cui siamo abituati e tristemente assuefatti, invertendo la rotta che in questi anni ha visto perdere decine di agenti senza mai scorgere un rimpiazzo. Ma ciò che preoccupa è che nel programma delle nuove assegnazioni non è previsto nemmeno nel prossimo anno alcun incremento».

Manca poco al collasso

Macchi definisce «eccezionali» gli agenti in organico a Busto Arsizio, «tanto che nonostante lo svilimento e la sensazione di essere dimenticati hanno portato a segno questo risultato che seguiva altri arresti anche per atti persecutori e al quale è seguito pure il salvataggio di un giovane che ha tentato il suicidio nel pomeriggio di ieri, sempre con lo stesso impegno e determinazione e senza dimostrare stanchezza». Ma anche loro sono uomini e presto saranno costretti ad alzare bandiera bianca. «Si sappia – denuncia il Siulp – che a breve la situazione sarà al collasso e i complimenti e la vicinanza a parole non basteranno più. Ai commissariati serve personale. E non uno o due agenti, ma almeno dieci. Oppure si abbia il coraggio di chiuderli o accorparli. Siamo a disposizione anche della politica per fornire dati e suggerire soluzioni, a patto che si porti concretezza non solo nell’interesse dei poliziotti, ma anche e maggiormente di chi dobbiamo proteggere».

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