Un nuovo murales a Sumirago per celebrare la scuola senza zaino

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SUMIRAGO – Un murales particolare, realizzato dai bambini e che sta lì a sottolineare che quella in cui si sta per entrare è una scuola speciale. E’ quello che verrà inaugurato domani 25 maggio alla scuola primaria Manzoni di Sumirago, in occasione del Senza Zaino Day, il modello didattico adottato dagli istituti scolastici del paese che è ormai un modello consolidato e di successo.

Murales per una scuola speciale

Il murales, realizzato sulla facciata della scuola primaria sotto la guida della decoratrice Alessia Dalla Costa grazie ai fondi europei per i progetti PON, è appunto frutto del lavoro dei bambini. Bambini protagonisti assoluti della scuola che frequentano, e di cui sempre domani si celebra il Senza Zaino Day, quest’anno dedicato alla gentilezza con lo slogan “Seminiamo parole gentili”. «Il Senza Zaino Day è per noi una ricorrenza particolarmente importante – spiega la professoressa Rita Tibiletti, coordinatrice didattica – perché tutte le classi della scuola hanno adottato il modello senza zaino: 12 classi della primaria e 6 classi della secondaria, in cui si sono iscritti anche molti bambini e ragazzi dai comuni vicini». Dopo il taglio del nastro, verranno premiati i vincitori del concorso “Crea il logo della tua scuola”, nel plesso della secondaria Fermi.  La giornata perciò sarà anche un modo per inaugurare la “scuola Senza Zaino”, che il prossimo anno festeggerà il quinto anno dall’adozione di questo modello di scuola innovativa che continua a raccogliere adesioni in tutta Italia.

La scuola senza zaino

Si chiama “scuola senza zaino” ma sarebbe più opportuno chiamarla la scuola della responsabilità e dell’educazione innovativa. E la Fermi di Sumirago fu, cinque anni fa, la prima secondaria della provincia ad aderire a questo progetto, partito dalla Toscana nel 2002, che mira a rivoluzionare i metodi d’apprendimento. Alle elementari sparisce la cartella, pesante fardello considerato responsabile di aver rovinato generazioni di colonne vertebrali. Nella scuola secondaria non è possibile eliminare completamente lo zaino, che si lascia però svuotato all’esterno dell’aula: il materiale per le lezioni viene riposto in classe, nelle buchette personali degli alunni, come fossero degli armadietti, pronto per essere utilizzato. Ma il progetto della “Scuola senza zaino” ha mietuto altre illustri vittime considerate dogmi intoccabili nella didattica italiana. E’ sparita infatti la cattedra, superflua se si vuole porre al centro l’alunno e non l’insegnante, ed è da dimenticare persino la classica disposizione dei banchi, che resta soltanto per i compiti in classe. Il docente, infatti, limita al minimo le lezioni frontali, stimolando poi l’apprendimento in continui lavori di gruppo, in cui gli alunni seduti attorno a grossi tavoli sono portati a confrontarsi costantemente e, di conseguenza, aiutarsi a vicenda. Perché l’educazione tra pari funziona meglio di quella calata dall’alto.

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