Telecamere antimaltrattamento in casa di riposo e negli asili nido. La mozione di Palumbo in Regione

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MILANO – Angelo Palumbo (Forza Italia) parla della sua primissima mozione da consigliere regionale come di «una misura di assoluto buonsenso» e spera «che l’intero consiglio regionale accolga la proposta». Sicuramente farà discutere. Nella seduta odierna al Pirellone il berlusconiano di Cassano Magnago e Simona Tironi  inviteranno il presidente Attilio Fontana e la giunta a inserire – tra i requisiti indispensabili per ottenere l’accreditamento con Regione Lombardia da parte delle Rsa e delle Rsd – la dotazione di impianti di videosorveglianza interna, per il monitoraggio e la prevenzione da azioni lesive della dignità di ospiti e operatori. Si tratta dunque di un modo nuovo di affrontare un tema di cui, ormai, si discute da mesi, ogniqualvolta scatta un’indagine della magistratura all’interno di una casa di riposo o di un centro per disabili. Proprio come accadde a Busto Arsizio, in una delle più rinomate strutture per anziani della città.

Come funziona

Le strutture già accreditate dovranno quindi adeguarsi entro e non oltre i 12 mesi dall’entrata in vigore dei nuovi requisiti, le cui linee guida saranno concordate con tutti i soggetti interessati, attraverso la promozione di un tavolo di lavoro. I costi relativi all’installazione delle telecamere saranno in buona parte coperti da un adeguato stanziamento di Regione Lombardia, che chiude un percorso avviato lo scorso anno con la legge regionale 2 del 2017. Si tratta di una mozione di chiara ispirazione liberale, perché di fatto non obbliga nessuna struttura a installare telecamere controvoglia. Lo spiega con fin troppa evidenza lo stesso Palumbo: «Non imponiamo niente a nessuno. Le singole strutture avranno il diritto di scegliere se installare o meno le telecamere in alcuni luoghi sensibili. Detto questo, chi non si adeguerà, perderà però i contributi regionali. Dubito che qualcuno sarà disposto a rinunciarvi e sono certo che altre Regioni copieranno il nostro modello». Secondo Palumbo, «i primi a essere tutelati sono gli operatori perbene». Nessuno infatti deve sentirsi spiato, perché gli unici deputati a vedere le immagini sono le forze dell’ordine, e soltanto in casi limitati.

E dopo gli asili nido

Seconda firmataria della mozione è la consigliera azzurra Simona Tironi, che annuncia: «Durante la prossima seduta di consiglio presenteremo una seconda mozione (speculare a questa) per dotare di videosorveglianza anche i tanti asili nido della Lombardia. Troppo spesso assistiamo impotenti al verificarsi di azioni tremende ai danni di persone inermi».

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