SESTO CALENDE – Il Covid ha fatto praticamente tabula rasa del turismo a Sesto Calende. È questa la triste conclusione dell’analisi che il gruppo di opposizione Sesto2030 ha fatto in relazione alle visite della località negli ultimi 2 anni. Le presenze negli hotel sono calate del 63% e in campeggi e bed and breakfast del 66% e ben 9 esercizi extra commerciali hanno chiuso battenti. «L’amministrazione deve sviluppare una chiara strategia per creare e promuovere un prodotto turistico che sia in grado di rilanciare questo settore», dicono dalla minoranza, proponendo alcune strategie per attirare turisti a Sesto.
Dati preoccupanti
Non è una novità che la pandemia da coronavirus abbia messo in ginocchio il settore del turismo, e Sesto Calende, nonostante le bellezze naturali e l’attrattività del lago, non fa eccezione. A presentare gli allarmanti dati degli ultimi due anni è il gruppo di opposizione di Sesto2030, che mette in luce un drastico crollo degli arrivi dei turisti e delle presenze in hotel, campeggi e bed and breakfast.

Per quanto riguarda gli hotel sestesi, nel 2020 si è registrato un calo di arrivi del 54% e le presenze sono crollate a un -63% rispetto al 2019. Ancora peggiore la situazione nei campeggi e bed and breakfast, dove gli arrivi scendono al -66% e le presenze al -65%. Ad allarmare i sestesi è poi il dato relativo alla chiusura di 9 esercizi extralberghieri, «che conferma la forte precarietà del settore che di fronte all’emergenza pandemica ha preferito chiudere la propria attività».
Bisogna agire adesso
Il 2021 ha rappresentato una boccata di ossigeno per il settore, ma sicuramente non sufficiente per poter dire che il peggio è passato. Ecco allora che la minoranza di Sesto2030 si chiede come l’amministrazione comunale possa dare un aiuto concreto e duraturo per questo settore in crisi. «Per creare attrattività turistica non serve necessariamente avere una cattedrale, un castello o monumenti di eccezionale importanza. Serve però avere una chiara strategia di creazione e definizione del prodotto turistico per poterlo promuovere e commercializzare in maniera efficace», dicono.
Da qui la necessità di mettere le basi per permettere alle attività del territorio di rimettersi in piedi. L’opposizione si dice contenta degli investimenti nelle infrastrutture, come le piste ciclabili, ma per sfruttarle al massimo, «devono essere accompagnate da idee, progetti e appunto prodotti turistici creati ad hoc».
I cammelli di sfoglia all’Epifania
Non si tratta di un processo scontato, dato che nello scenario nazionale sono poche le realtà che impiegano dei professionisti del settore turistico per questi tipi di studio e progetti. «Ma noi abbiamo numerose idee. Per esempio, perché non creare degli eventi e delle tradizioni che ogni anno possano attirare turisti a Sesto? La famiglia Lostaffa potrebbe essere la preziosa custode di una tradizione tutta sestese: i cammelli di sfoglia dell’Epifania, prodotto che unisce la storia, la leggenda e la gastronomia». L’idea sarebbe quella di aiutare la diffusione del prodotto che potrebbe trovare a Sesto Calende un centro di riferimento, «e magari anche una denominazione De.Co».
Aeronautica e arte
Si tratta di idee relative al cosiddetto patrimonio intangibile, che Sesto2030 vuole valorizzare. Altra idea è quella di investire i fondi del Pnrr nella tradizione aeronautica e nella figura di Cesare da Sesto. «L’anno prossimo sarà l’anniversario dei 500 anni dalla morte dell’artista, ci auguriamo che l’amministrazione stia già lavorando a eventi per la sua celebrazione e per far conoscere l’artista ai cittadini sestesi. Perché non seguire l’esempio di Angera e creare una mostra a cielo aperto permanente in grado di celebrare l’artista 365 giorni l’anno?», propongono in conclusione i consiglieri.
