DRÔME-ARDÉCHE – Quello che stiamo vivendo è un weekend ricco, anzi troppo ricco, di ciclismo. Domani, domenica 5, sarà la giornata della grande rivincita tra Remco Evenepoel e Tadej Pogacar. In Francia si assegna infatti la maglia di campione europeo. Favorito ancora una volta lo sloveno che, nel caso vincesse, farebbe sparire per un anno la maglia bianca con strisce azzurre di campione continentale.
Il number one
Pogacar, infatti, è Campione del mondo e correrebbe con quella iridata. La prima occasione per vederla brillare (e stavolta secondo le previsioni non ci saranno i problemi meteo dello scorso anno) sarà sulle nostre strade, martedì 7 nella Tre Valli Varesine. Il belga comunque in Francia si presenta molto agguerrito. C’è solo da sperare, nel caso perdesse un’altra volta, che non si abbandoni ancora ai capricci. Malumori, anzi collera, che secondo quanto è trapelato erano dovuti alla bici di scorta preparata male, situazione che domenica scorsa lo ha costretto a un doppio cambio. Peccato che il meccanico sotto accusa lo abbia clamorosamente smentito. Come mai allora Remco ha fatto quel doppio cambio e ha in pratica detto addio al Mondiale? In questi casi di solito a farci le spese è il meccanico, invece stavolta pare che non sia stata presa nessuna decisone in tal senso. Situazione misteriosa.
C’è anche la Agostoni
Sempre domani, domenica 5, in Italia si corre la Coppa Agostoni, in Croazia la 6a tappa della Cro Race. E anche questo accavallamento è un mistero. O forse è solo insipienza da parte di chi gestisce questo sport. Lunedì, poi, sarà la volta della Coppa Bernocchi.
Ma torniamo agli Europei. Tra le donne vittoria dell’olandese Demi Vollering, che va a segno dopo un’azione in solitaria iniziata a 38 chilometri dal traguardo. L’Italia puntava su Elisa Longo Borghini, ma l’atleta verbanese ha raccolto un’altra delusione: 10a a quasi 5 minuti. Evidentemente settimana scorsa in Ruanda non era andata male solo per colpa delle radioline mancanti.
Il Sinner dei pedali
Tra gli Under 23 il belga Jarno Widar si è preso la rivincita, con Lorenzo Finn, fresco di maglia iridata in 10a posizione. E, anche se può sembrare strano, viene da dire “meno male”. In Italia, infatti, si tende sempre a esagerare, così dopo il titolo conquistato (che ha fatto il bis con quello dello scorso anno tra gli juniores) qualcuno era già andato oltre cominciando a dire che il ligure è un fuoriclasse, un fenomeno. Per qualcuno è già il “Sinner del ciclismo”. Piano, tira i freni, piano.
Finn è fortissimo, ma Widar non è da meno, il francese Seixas sembra persino meglio. E il messicano Del Toro, già grandissimo protagonista all’ultimo Giro d’Italia, e oggi vincitore del Giro dell’Emilia (a proposito di assurdi accavallamenti) di anni ne ha 21 e al momento è meglio di tutti e tre. E quando tutti sono fenomeni, nessuno è fenomeno. Molti in Belgio, per esempio, dicevano che un fenomeno era Cian Uijtdebroeks. Ha sol 22 anni ma più per le vittorie (solo due al Tour de l’Ain) lo si conosce per i contratti rotti: due nelle ultime due stagioni. L’anno prossimo cercherà la terza svolta in carriera con la maglia della Movistar. Piano con i giovani.
