Uffici bollenti in Comune a Gallarate, il sindaco Cassani “raffredda” la protesta

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I dipendenti comunali di Gallarate chiedono l'aria condizionata negli uffici

GALLARATE – “Antò, fa caldo”. La famosa pubblicità della Nestlè potrebbe essere adattata alla protesta dei dipendenti del Comune di Gallarate che chiedono all’amministrazione civica interventi per riequilibrare, d’estate come nei mesi più freddi, la temperatura negli uffici. “Andrè, fa caldo” potrebbe essere il nuovo slogan indirizzato al sindaco Andrea Cassani. Che risponde a stretto giro alla nota delle organizzazioni sindacali diffusa quest’oggi, mercoledì 10 luglio. Ecco che cosa dice il primo cittadino di Gallarate.

Spiace dover leggere comunicati del genere relativi alle assemblee sindacali. Spiace tra l’altro che si voglia far passare come principio condiviso da tutti i dipendenti, qualcosa che invece è stato approvato da nemmeno il 25% dei lavoratori. Stupisce poi che venga sollevato ora questo problema del caldo negli uffici (nell’assemblea del 26 giugno scorso), quando sino a due giorni fa le temperature registrate sono sempre state più basse rispetto alle medie stagionali: sintomo di una forzatura!

Per ciò che concerne il riscaldamento nei periodi antecedenti al periodo di accensione degli stessi (mese di ottobre) o immediatamente successivi allo spegnimento (mese di aprile) ho chiesto un piccolo sacrificio ai dipendenti a fronte di un risparmio energetico ed economico importante per l’Ente e per la collettività. Anche perché gli uffici rimangono vuoti per ben 18 ore al giorno ed eticamente ha poco senso mantenere accesi i riscaldamenti troppo a lungo.

Soprattutto in edifici storici che non brillano per efficienza energetica. Credo che ci siano lavori ben più logoranti e pericolosi di stare in un ufficio pubblico con qualche grado in più o in meno di quelli raccomandati.

Si vuol far passare che non si hanno a cuore i dipendente del comune di Gallarate, quando in realtà è proprio il contrario, tant’è che nel 2024 abbiamo introdotto per i dipendenti un welfare aziendale che garantisce a ogni dipendente 500€ di spese mediche, voucher, spese per i libri di testo dei figli e tanto altro. Questo welfare comporta per l’Ente una spesa complessiva ben superiore a quello che avremmo speso per riscaldare gli ambienti.

Oltre a ciò, concediamo ai dipendenti una flessibilità in ingresso e uscita di un’ora al giorno, che non obbligatoria per il Contratto Collettivo Nazionale.

Stiamo pagando ai dipendenti un posto auto coperto (gratuito per loro), che mantiene l’auto fresca d’estate e calda d’inverno… E non ci tireremo di certo indietro di fronte a questa ulteriore nuova richiesta. Se questi lavoratori ritengono che gli orari “normali” previsti in questo Comune, non garantiscano ai dipendenti di poter svolgere in maniera ottimale le loro prestazioni lavorative, mi adopererò per rivedere l’orario di ingresso, facendo sì che l’attività lavorativa possa essere svolta negli uffici nelle ore meno calde d’estate e nel periodo invernale nelle ore in cui le temperature sono meno rigide.

Con queste modifiche sarà probabilmente possibile andare incontro alle necessità di tanti cittadini che da anni ci chiedono di aprire taluni servizi prima dell’inizio della loro giornata lavorativa o al termine della stessa.

In Comune a Gallarate fa troppo caldo. I sindacati chiamano le autorità sanitarie

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