Vandali e degrado alla Cascina dei Poveri. L’appello di Riabitare: «Ripuliamo noi»

BUSTO ARSIZIO – Vandalismi, rifiuti abbandonati e vegetazione fuori controllo: la Cascina dei Poveri chiama, l’associazione Riabitare è pronta a rispondere. Una ventina i volontari che si rimboccherebbero le maniche fin da subito per ripulire la zona della storica Cascina di Beata Giuliana evitando il ritorno del degrado. «Attendiamo solo il via libera dell’amministrazione comunale – annuncia il professor Tito Olivato, presidente dell’associazione – da luglio 2023 non siamo più autorizzati a intervenire». E nel frattempo la situazione peggiora.

La goccia che fa traboccare il vaso

L’ennesimo atto di inciviltà, forse frutto di un atto vandalico – sono stati divelti da ignoti i paletti divisori tra l’oratorio san Bernardino e la via Cascina dei Poveri – riaccende i riflettori sul crescente degrado della cascina di Beata Giuliana. «Nell’area c’è immondizia a cielo aperto tra cui anche un televisore da 40 pollici – fa notare Tito Olivato – fino allo scorso, in modo spontaneo, l’associazione Riabitare teneva pulita l’area ed era autorizzata a ripulire il corridoio della Cascina dei Poveri. Da qualche mese i volontari non possono più mettere mano a nulla. Gli associati sono ancora pronti a darsi da fare, ma ci vuole l’ok dell’amministrazione». Una ventina di volontari dell’associazione, che mette a disposizione tempo ed energie per il proprio quartiere ed è un modello virtuoso per la città».

I problemi della Cascina

Il sito del parcheggio di fronte alla chiesetta prevede un unico cestino (decisamente insufficiente per le centinaia di studenti che vi transitano) che è stato squarciato in due» raccontano da Riabitare. I soci hanno provato a rimetterlo al suo posto, ma è quasi inservibile. Nel frattempo, anche la vegetazione nella zona del rudere della Cascina sta crescendo senza controllo. «Credo sia bello per tutti i cittadini di Busto Arsizio sapere che c’è una squadra a costo zero che si adopera per il bene comune, senza volere nulla in cambio – rimarca il professor Tito Olivato – una squadra di persone che prende a cuore il proprio quartiere e ha cura degli spazi e degli edifici storici, anche come visibile eredità per le generazioni future». E allora, basterebbe un “via libera” per rimettere in moto i volontari.

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busto arsizio cascina dei poveri – MALPENSA24
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