VARESE – In vista del 10 febbraio Varese ha celebrato come ogni anno il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, istituto dalla legge 92 del 30 marzo 2004. La ricorrenza di quest’anno (qui sotto il video della cerimonia) cade a 80 anni esatti da un momento di svolta che a lungo è rimasto dimenticato: la strage di Vergarolla dell’agosto del 1946.
Come la bomba atomica
La strage avvenne in Istria, a Pola, sulla spiaggia di Vergarolla: un’esplosione di materiale bellico durante una manifestazione sportiva che causò la morte di un centinaio di persone, di cui un terzo bambini. Da allora tutto cambiò. Lo ha ricordato in uno degli interventi storici della mattinata Marco Fornasir, giornalista e presidente de Gli Amici Triestini di Milano. «Una strage che per gli esuli e gli italiani che vivevano in quelle zone ebbe lo stesso effetto della bomba atomica per i giapponesi: gli italiani si arresero. Non potevano più credere di rimanere lì e non fecero più manifestazioni di italianità». E sempre nel 2026 ricorrono anche gli 80 anni delle manifestazioni che convinsero il comando alleato a far rimanere Gorizia italiana.
La cerimonia
La celebrazione ufficiale del Giorno del Ricordo si è svolta questa mattina, sabato 7 febbraio, in Sala Montanari a Varese. L’appuntamento è stato promosso dalla Prefettura di Varese insieme a Provincia, Comune, Ufficio scolastico territoriale, Università dell’Insubria e Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, con la regia del presidente Pier Maria Morresi. Agli interventi di approfondimento storico si sono affiancati momenti musicali e ricordi per immagini. Presenti in sala anche gli studenti del Liceo classico Cairoli.
Un impegno morale
Ad aprire la mattinata le voci delle autorità. «Ricordare non è un gesto rituale, è una responsabilità civile e morale. Il ricordo non serve a riaprire ferite, ma a impedire che si ripetano», ha detto il sindaco di Varese Davide Galimberti. Per la Provincia è intervenuto il vicepresidente Giacomo Iametti. «La memoria – ha sottolineato – non è uno sguardo rivolto solo al passato, ma uno strumento essenziale per comprendere il presente e il futuro». Il prorettore Umberto Piarulli ha portato i saluti della comunità accademica dell’Insubria. «Il ricordo è un impegno morale verso la dignità storica e la memoria delle persone». Quindi il prevosto monsignor Gabriele Gioia. «La storia purtroppo ci presenta momenti di ingiustizia. Dobbiamo essere persone attente, non superficiali».
L’invito agli studenti
Il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Carcano si è rivolto agli studenti del Cairoli. «La vostra scuola ci ha dato presidenti di regione, senatori e sindaci e anche tra di voi ci saranno persone che dovranno prendere decisioni importanti: quindi pensate sempre che dietro ogni decisione ci sono le persone». Per Regione Lombardia (presente anche il consigliere Samuele Astuti) è salito sul palco il sottosegretario Raffaele Cattaneo, che ha ricordato Ottavio Missoni e Sissy Corsi prima di lanciare una riflessione al pubblico presente: «Gli esuli giuliano dalmati non vennero accolti dall’Italia. Ognuno di noi rifletta su come ci comportiamo con gli esuli di oggi che scappano dai 56 conflitti in corso nel mondo». Infine il prefetto Salvatore Pasquariello. «Le diversità non dividono ma diventano ricchezze se si collabora nell’ottica di un futuro comune. Nel celebrare questo giorno rendiamo omaggio a tutte le vittime, agli esuli e alle loro famiglie».
Varese commemora il Giorno del Ricordo delle vittime delle Foibe
varese giorno ricordo vergarolla – MALPENSA24
