Vertice centrodestra, Gallera non si tocca. «Rimpasto? No, comunicare meglio»

fontana salvini di maio autonomia

MILANO – «Non si è parlato di rimpasto». I coordinatori regionali di Lega (Paolo Grimoldi), Forza Italia (Massimiliano Salini) e Fratelli d’Italia (Daniela Santanché) smentiscono ogni ipotesi di revisione dell’assetto dell’esecutivo guidato da Attilio Fontana e confermano la «solidità» dell’alleanza di centrodestra, nel vertice tenutosi oggi pomeriggio, 13 novembre, a Palazzo Pirelli. Niente rimpasto, dunque, ma nemmeno nessun commissariamento della sanità, almeno per ora, stando alle prime dichiarazioni a caldo dopo l’incontro di maggioranza. L’assessore al welfare Giulio Gallera, messo in discussione stando ai rumors della vigilia, rimane ben saldo al suo posto. Ma il centrodestra riunirà il tavolo di coalizione con maggiore frequenza, per assicurare una maggiore “copertura politica” alla giunta Fontana.

«Comunicare meglio»

E allora, se il rimpasto «non era un tema all’ordine del giorno», di cosa si è parlato? «Di questioni tecniche, di comunicazione, di ricominciare, Covid permettendo, a fare gli incontri tra il tavolo politico e la presidenza per implementare l’azione politico-amministrativa» fa sapere al termine della riunione il segretario “nazionale” della Lega Lombarda Paolo Grimoldi. La comunicazione in particolare è un tema da migliorare: «Siamo orgogliosi del fatto di essere stati gli unici che siano riusciti a trovare 3,5 miliardi da investire sul nostro territorio, ma non abbiamo saputo comunicarlo abbastanza bene e quindi vogliamo andare a tagliare i nastri di ogni singola strada asfaltata, panchina inaugurata e scuola sistemata».

Nessun commissariamento

Grimoldi non si tira indietro quando i giornalisti gli chiedono di Gallera: «È facile dire che poteva fare meglio, certo che poteva fare meglio, dopodiché si è trovato anche lui a gestire la terza guerra mondiale». Escluse anche le ipotesi di task force o super-commissario per la gestione dell’emergenza Covid: «Sono questioni che approfondirà il tavolo politico nei prossimi mesi». La coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia Daniela Santanché aggiunge: «Non abbiamo parlato singolarmente di assessori, abbiamo parlato di un complesso di azioni che bisogna mettere in atto, di azioni economiche e di rivendicare quello che è stato fatto. Non abbiamo parlato di commissari». Gallera? «In tutta la giunta abbiamo fiducia» chiarisce Santanché.

Tanto rumore per nulla

Al vertice, oltre ai coordinatori, erano presenti i capigruppo delle forze di centrodestra e il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, non invece il governatore Attilio Fontana. Tanto rumore per nulla: il rimpasto, evocato da più parti (anche nei corridoi dei palazzi della politica regionale), non ci sarà, o perlomeno è rimandato a data da destinarsi. «Non si è parlato di Gallera, né di rimpasti, e l’alleanza tiene solidamente intorno al presidente Fontana – ribadisce Massimiliano Salini, coordinatore di Forza Italia – l’oggetto di discussione non erano le caselle ma i cittadini. La nostra è un’alleanza solida, a prova di Covid. Il tavolo politico conferma con forza la fiducia al presidente Fontana e alla sua giunta e si pone il compito di formulare proposte a rinforzo di questa azione». Al di là dei malumori, che per Salini «sono normali, in momenti di grande difficoltà», ma non presuppongono «la messa in discussione di una giunta che sta lavorando come deve lavorare».

I rumors su Lucchina

Avanti tutta, insomma. Senza far cadere teste. Nell’incontro del mattino tra i consiglieri leghisti e il leader del Carroccio Matteo Salvini sarebbe stata smentita anche la voce di un clamoroso ritorno di Carlo Lucchina, già direttore generale della sanità lombarda ai tempi del “Celeste” Roberto Formigoni, come consulente da affiancare all’assessore Gallera. Per il Pd, che interviene per voce del segretario regionale Vinicio Peluffo e del capogruppo al Pirellone Fabio Pizzul, «1uello del rimpasto è diventato ormai un teatrino e il nulla di fatto era già scontato. Le fibrillazioni nella maggioranza ci sono, e sono dovute ai tanti problemi della gestione della pandemia, che stanno mostrando una Regione Lombardia per nulla eccellente e, anzi, tra le ultime della classe».

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