Lo slalom tra le regole anti-covid

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Assembramenti per raggiungere le piste da sci

di Massimo Lodi

Storie di ieri: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”. Mentre a Roma si discute, Sagunto viene presa. Da Annibale. Cronache di oggi: folla di sciatori al Sestriere, più di quando non c’era la pandemia. Niente mascherine, assenza d’ispezioni, trionfo dell’assembramento. Mentre a Roma si discute del nuovo presidente della Repubblica, del nuovo presidente del Consiglio, delle nuove elezioni, una montagna-simbolo dei vacanzieri viene presa. D’assalto.

Massimo disprezzo delle regole anti- Covid, totale menefreghismo verso la salute altrui (e la propria, naturalmente: ma ciascuno fa di sé ciò che crede), zero coscienza civile/sensibilità sociale. Siamo o non siamo la nazione dell’individualismo anarchico? Il popolo dei renitenti alla legge mostra (1) i muscoli della sua proterva irresponsabilità. I controllori dell’esecuzione degli ordini non si mostrano (2) sulle piste innevate, preferendo l’appartata discesa libera nell’assenteismo.

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Massimo Lodi

Avevano ragione D’Azeglio e Giolitti. A seguire, Mussolini più innumerevoli altri, tra i quali Andreotti e Montanelli: “Governare gl’italiani non è difficile. È inutile”. Dunque: la politica ha gravi, ripetute colpe (la principale d’oggi: non avere imposto la vaccinazione obbligatoria a tutti), ma la società le fa concorrenza. Ne ha di eguali, se non superiori. Micro testimonianza di giornata. Varese, cento metri da piazza Monte Grappa: una pattuglia di vigili urbani invita due passanti che non ce l’hanno a mettersi la mascherina. Annuiscono, tirandosela su. Quattro passi più avanti, voltano il capo, s’accertano che gli agenti si siano allontanati e se la calano giù.

Sono casi isolati? Non lo sono. Basta girare qualunque città per averne conferma. Trasgressioni a gogò: nelle strade, nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto eccetera. E figuriamoci in terra di divertimento, come insegna lo slalom del Sestriere tra le proibizioni. È il retaggio di secolare permissivismo statale, e di cittadinanza intesa come un insieme di diritti popolari sciolti da qualunque dovere. Disobbedire e aggirare, eludere e sottrarsi: comportamenti che restano di minoranza, grazie al buonsenso della maggioranza. Ma spesso la maggioranza diventa succube della dittatura d’una minoranza cui è concesso di prevaricare. A conferma che il difficile non è tanto nella conquista della libertà, quanto piuttosto nel suo esercizio. Signorscì.

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