CASORATE APERTA – «Ci risiamo: ancora una volta si grida al successo, nascondendo sotto il tappeto la polvere di una programmazione totalmente assente». Così la minoranza di Casorate Aperta, che torna a gamba tesa sulla questione palestra. Prima gli interventi, tra cui il nuovo parquet e i servizi igienici, poi l’inaugurazione. Ora un nuovo progetto per mettere mano in alcuni punti ed evitare le infiltrazioni d’acqua. Di fatto, un assist per l’opposizione, che storce il naso e punta il dito contro l’operato della giunta guidata dal sindaco Dimitri Cassani.
«Un piatto ben servito, ma crudo»
«Sorvolando per un momento sui proclami e le inaugurazioni di opere ben lontane dall’essere concluse, con ben più di un esempio noto, questa ennesima pubblicizzazione di un intervento “attento e preciso” purtroppo non è coerente con la realtà», sottolineano i civici della minoranza. Parlando di «un’amministrazione che, più che fare, preferisce “rattoppare”, dilazionando contentini con parsimonia per tenere buono il pubblico». Con una frecciatina ironica: «“Panem et circenses”, per quelli a cui piacciono le citazioni latine». E ancora: «Dare per fatta un’opera, inaugurarla e poi ricorrere al ribasso d’asta per completarla (ma come?) con opere che andavano eseguite prima: significa aver voluto servire in fretta e furia una pietanza ben impiattata, però cruda».
Colpa di chi?
«Il “problema dell’umidità” – ricordano citando il sindaco – o meglio della presenza di infiltrazioni, data la mancanza di impermeabilizzazioni, non è qualcosa a margine che è venuto fuori dopo ma una situazione preesistente e già nota», proseguono. Che anzi «andava risolta prima della posa di una pavimentazione in legno, ben più esposta alle conseguenze del ristagno di acqua e vapore». Un modo per dire che «non è sufficiente dare la colpa a eventi esterni: ora il temporale, ora il Covid, ora qualcuno che non è mai chi dovrebbe seguire con attenzione le opere pubbliche e indirizzare la loro evoluzione».
Le risorse
Un accenno anche ai fondi, che «secondo l’amministrazione, come dichiarato in uno degli ultimi consigli, “quelli destinati alla manutenzione non hanno bisogno di essere programmati: sono lì, poi quando serviranno si vedrà”», riportano. Fino all’affondo: «È un triste e chiaro esempio di superficialità questo curarsi del visibile senza, letteralmente, approfondire il problema che, guarda caso, si trovava a soli 50 cm di profondità». Se poi le risorse arrivano dall’esterno «non significa che debbano essere usate alla “come viene, tanto sono calate dall’alto”. Anche perché, facendo un minimo di programmazione, anziché le solite notizie trite e ritrite, probabilmente avremmo qualcosa di tangibile sui fondi del Pnrr: ben 5 milioni di euro, su cui invece aleggia un silenzio denso di inquietante disattenzione».
