GALLARATE – «Non confondiamo la Russia con il suo governo». Lo ha detto e ribadito più volte ieri sera, 17 marzo, a Gallarate Adriano Dell’Asta, già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, professore di Cultura russa all’Università Cattolica.
Nella testa dei russi
Invitato dalle associazioni cattoliche di Gallarate (il circolo Acli, il centro culturale Tommaso Moro, Azione Cattolica Ambrosiana, la Comunità Pastorale San Cristoforo, Sacro Cuore e Comunione e Liberazione) nell’aula magna della scuola di via Bonomi, Dell’Asta ha spiegato qual è il sentimento attuale di un Paese che studia da tutta la vita. «Nella testa di Putin c’è una guerra vecchio stile, imperialista, mentre nella testa dei russi bisogna fare una distinzione tra chi, senza avere altre fonti di informazioni, è stato conquistato dalla propaganda e chi, e sono moltissimi, è totalmente contrario e dice di provare vergogna perché non è sua guerra».
Il culto di Stalin
Uno dei motivi che hanno spinto Putin a invadere l’Ucraina è quel senso di impotenza di un intero Paese uscito ridimensionato dopo il crollo del Muro di Berlino. «Ma il popolo di questi problemi non si è mai preoccupato», ha sottolineato Dell’Asta. «E’ un problema indotto nella gente da un governo da anni alla ricerca di una identità. E’rinato quasi un culto di Stalin e della sua potenza. Ma i russi sono brava gente, non cercano il nemico».
Profughi in canonica
Durante la serata monsignor Riccardo Festa ha annunciato che la comunità pastorale di Gallarate ha messo a disposizione fino a venti posti per i profughi ucraini nella canonica di Madonna in Campagna e in un alloggio a Cascinetta. A farsi carico dell’accoglienza sarà l’associazione Santa Eurosia. Al Sacro Cuore era presente anche Padre Volodymyr Misterman, responsabile della comunità cattolica ucraina in rito bizantino di Gallarate, Varese e Meda (qui sotto l’intervista).
