Variante di Samarate, «ne vale la pena?». I dubbi del comitato e il nodo traffico

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SAMARATE – «Ne vale la pena?». Di fatto, la domanda del comitato “Salvaguardiamo i boschi di Samarate” è semplice. È la risposta che è difficile. E il primo incontro istiuzionale sulla variante alla Ss341 – insieme alla bretella per unire le vie Milano e Ollearo – lo ha confermato. Ieri, 20 luglio, in Commissione è stato presentato lo stato dell’arte del progetto. Ma è stata anche l’occasione per un confronto fra la politica locale e il gruppo ambientalista nato per tutelare l’area verde che rischia di essere sacrificato dalla nuova infrastruttura.

Il piano negli anni

Un piano di vecchia data. Se ne parla dagli anni Ottanta, mentre nel 1995 sono stati presentati i primi studi. Poi il progetto del 2011 di Anas: l’ultimo aggiornamento. Lo ha detto l’assessore Luciano Pozzi (Urbanistica) alla fine di un breve riepilogo di tutto l’iter: «Qui si ferma la parte tecnica a disposizione, non abbiamo alcuna modifica». Questione che è riemersa ora con il protocollo d’intesa per il Masterplan di Malpensa, firmato in Regione Lombardia a giugno 2022.

Ne vale la pena?

La domanda, quindi, è semplice: serve o non serve? E mentre la politica si divide, il comitato a tutela dei boschi tiene la barra dritta. Così la portavoce del gruppo Laura Foletto: «Vale la pena realizzare quest’opera strategica? Pensata per unire grandi poli economici, senza valutazioni nell’interesse di Samarate». Nel senso: «Su quali dati si andrà a sacrificare una quantità enorme di alberi? Se non vogliamo essere fanatici del verde, dobbiamo esserlo per la nostra salute. Anche perché l’Europa ci sta bacchettando per il troppo consumo di suolo». Che poi ci possano essere dei vantaggi con la nuova opera, non è da escludere. Ma la domanda è un’altra: «Compensano e mitigano il nostro benessere o il nostro disagio? Crediamo sia necessaria più formazione e informazione, oltre a dover far sentire le nostre esigenze».

La politica si divide

La politica prende posizioni diverse. E il nodo da sciogliere riguarda il traffico. Tutti d’accordo che la strada provinciale, oggi, sia un grande ingorgo. Soprattutto nelle ore di punta. Ma sulle soluzioni ci sono visioni contrastanti. Dall’opposizione, Alessio Sozzi (M5S): «Mi sarei aspettato i dati sulla circolazione: se deve arrivare una strada di così forte impatto, ci devono essere dei numeri a sostegno». Per il pentastellato «l’espansione di Malpensa porterà inevitabili incrementi di traffico, con ricadute sui paesi. Quest’opera è un’esigenza? Dubito servirà a ridurre il flusso». Sulla stessa linea Rossella Iorio (Pd): «Scandalizza la freddezza con cui viene presentato il piano, visto quanto porterà via alla città. Un intervento che non farà bene all’ambiente». E poi: «Negli anni il metodo di spostarsi è cambiato, vorremmo capire se le valutazioni effettuate siano ancora attuali. Vogliamo parlare di traffico? Realizzare quattro supermercati lungo la strada non è stata una scelta giusta». Da Samarate Città Viva, Augusto Provani ha incalzato sulle posizioni assunte dal consiglio comunale negli anni. Chiedendo il rispetto di richieste come «il 60% di internamento dell’opera e l’eliminazione del cavalcavia sopra Cascina Elisa e San Macario».

«Traffico parassitario»

Dati sul traffico più attuali, non ce ne sono. «Stiamo aspettando i risultati più recenti», ha detto l’assessore Pozzi. E per avere un quadro dei flussi ha utilizzato i numeri ufficiali raccolti per l’opera del nuovo supermercato in via Locarno (rilevate il 12 aprile 2019). Cifre che si aggirano attorno ai 22mila passaggi giornalieri. E più in generale, oltre i 6 milioni all’anno. Un modo per dire che «sì, serve un’opera che aiuti a snellire la circolazione». Più diretto il consigliere di maggioranza Leonardo Tarantino: «Mettere in dubbio l’utilità mi stupisce. Ricordo analisi che parlavano di traffico parassitario: una delle strade più intasate della Lombardia. Sarà un’alternativa per la comunità del Basso Varesotto, in generale». E l’aspetto ambientale? «Non saranno 4 chilometri di strada a modificare la città e il verde». A chiudere, il sindaco Enrico Puricelli: «Ho incontrato il comitato più di una volta. Se il progetto può essere migliorato, sono pronto a farlo. Sembra però che il messaggio sia che quest’amministrazione tagli e basta, quando invece ci sono stati molti confronti».

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