Il ministro Giancarlo Giorgetti potenziale capolista per trainare voti alle europee e Isabella Tovaglieri tra i quattro eurodeputati leghisti in odore di rielezione a Bruxelles. Lo scrive “Il Foglio”, che con un articolo del retroscenista della Lega Carmelo Caruso fa le pulci alla campagna elettorale del partito di Matteo Salvini. Svelando i contenuti di un documento riservato che sta circolando negli ambienti della Lega, che mostrerebbe soltanto quattro seggi sicuri in Europa, contro i 23 che erano stati conquistati nel maggio del 2019 grazie all’exploit del 34%. È il fantasma dell’Euro4, una Lega ridotta ai minimi termini in Europa come i vecchi diesel inquinanti che Bruxelles mette al bando. Tra i quattro “survivors” se ne salverebbero due nel collegio Nord-Ovest, che comprende la Lombardia e dove i salviniani all’ultima tornata fecero il pienone con dieci eletti: sono le due rivali Silvia Sardone e Isabella Tovaglieri, le front women della Lega nei salotti televisivi dei talk show politici (soprattutto quelli più “affini” di Rete4). L’europarlamentare di Busto – scrive Il Foglio – avrebbe il “nome evidenziato in verde”, segno della rielezione data per certa, così come Sardone ma anche Susanna Ceccardi al centro e il veneto Paolo Borchia nel Nord-Est, mentre viene considerato in bilico il vulcanico Angelo Ciocca, già tra i promotori dell’ormai evaporato Comitato Nord e proprio per questo ancora non sicuro al 100% della ricandidatura nel Carroccio.
Ora, al di là del destino dei singoli (eventualmente sarà una grana dal 10 giugno 2024 ricollocarli), il problema della Lega sono i voti. L’ultima rilevazione demoscopica Swg per il TgLa7 di lunedì 30 ottobre segnala la Lega “inchiodata” al 10,2%. Il ritorno ai toni ruspanti del segretario Matteo Salvini non ha smosso più di tanto i consensi e nemmeno il riaffacciarsi prepotente nel dibattito politico del tema dell’immigrazione sembra aver riportato all’ovile gli elettori persi per strada a favore di Fratelli d’Italia, che nonostante il “fango” denunciato dalla premier Giorgia Meloni continua a veleggiare al 29% nei sondaggi.
Si dirà, i voti veri si vedranno nelle urne, ma l’impressione è che non basteranno mosse tattiche come l’ipotizzata candidatura di big come Giancarlo Giorgetti a invertire il trend. Per quanto sia un maestro nel restare coperto, Giorgetti rimane pur sempre il ministro dei tagli contenuti nella manovra di bilancio. Potrà convincere qualche imprenditore tentato dallo spendere il suo voto per Matteo Renzi, che ha annunciato la sua corsa alle europee nel Nord-Ovest, ma non è figura in grado di smuovere folle. E Salvini, percepito ormai come l’uomo del Ponte (sullo Stretto), dovrà inventarsi qualcosa di più convincente dei 20 euro in meno di canone Rai e del mantenimento con le unghie di quota 103 per riportare l’elettorato del Nord a mettere la ics sul simbolo dello “Spadone”.
