Ippodromo Varese, si lavora per l’estate. E Borghi crede nel futuro delle Bettole

ippodromo varese borghi futuro
La riunione della Commissione sport all'Ippodromo: al centro Guido Borghi

VARESE – L’ok dal Ministero per quanto riguarda le piste è già arrivato. Ora manca la risposta da parte del Comune sull’agibilità delle strutture. È questa la situazione all’Ippodromo di Varese in vista del via alla stagione estiva, previsto per il 10 luglio. Il punto si è fatto stamattina, giovedì 20 giugno, in una riunione della Commissione sport che si è svolta in esterna proprio presso l’impianto delle Bettole (nel video qui sotto le interviste). Occasione in cui il presidente della Varesina Guido Borghi ha ricordato gli investimenti degli ultimi decenni, in vista di un futuro incerto con la convenzione in scadenza.

Agibilità dal Ministero

La seduta, richiesta dalla Lega, si è svolta all’indomani del sopralluogo ministeriale, che si è svolto come avviene ogni anno all’avvio della stagione. Nessun problema per la pista in sabbia, mentre per quanto riguarda la pista in erba è stata richiesta la sistemazione dello steccato, un intervento che sarà completato in pochi giorni. «L’agibilità ci sarà, abbiamo già visto la relazione dei tecnici del Ministero: sotto questo profilo le corse si possono fare», ha detto Guido Borghi, presidente della Svicc, la Società varesina incremento corse cavalli.

La palla passa al Comune

Per il via alla stagione manca dunque ora solo l’agibilità da parte del Comune di Varese in merito alle strutture. «Abbiamo consegnato tutta la documentazione – ha sottolineato Borghi – abbiamo bisogno di una risposta da comunicare al Ministero. Abbiamo fatto tutto quello che era necessario fare». L’assessore allo sport Stefano Malerba ha spiegato che gli uffici stanno valutando la documentazione. «Stiamo lavorando, credo che nel giro di massimo una settimana si avrà un quadro chiaro».

Investimenti e futuro

Quindi Borghi ha ricordato il recente investimento per il rifacimento dell’impianto di illuminazione, con il nuovo impianto a led costato quasi 1 milione di euro. Un’innovazione che porterà ad un notevole risparmio energetico. Sullo sfondo poi c’è il tema tutt’altro che secondario della convenzione in scadenza l’anno prossimo. «Abbiamo mandato tutti i documenti al Comune e poi dovremo essere riconvocati – ha spiegato Borghi – la nostra convenzione dice che in rapporto agli investimenti che facciamo a favore del Comune viene effettuata una proroga della convenzione». Se il futuro dunque ancora non si conosce Borghi ha voluto ricordare quello che è stato il passato degli ultimi decenni. «La Svicc mediamente negli ultimi 30 anni ha fatto ammortamenti nell’ordine dei 500mila euro l’anno, quindi vuol dire che tutti questi investimenti sono stati fatti per avere un ippodromo: Varese aveva una pista e due tribunette. La Società varesina non ha mai deliberato un dividendo. Tutti i soldi che la società ha speso nei momenti in cui si guadagnava sono entrati a far parte delle tribune e delle strutture che sono qua dentro. Nella realtà la Società varesina non pagava 40mila euro che è il costo della convenzione, ma pagava 400-450mila. Io credo di essere il più grande creditore della Società Varesina: sono 40 anni che non prendo emolumenti, mi prendo solo le denunce. Questo credo sia la dimostrazione del bene che noi vogliamo a questa struttura e di come ci siamo impegnati».

I problemi dell’ippica

Quindi si è rivolto agli allenatori, con cui le frizioni non sono mancate negli ultimi tempi, come il recente caso delle bollette delle scuderie poi rientrato. «Chiedo agli allenatori che ci diano una mano, anche i 10mila euro sono importanti per la società, anche noi abbiamo i nostri costi. Purtroppo voi sapete che il Ministero è normalmente in ritardo di sei mesi nei pagamenti». Allargando lo sguardo al sistema ippica in generale Borghi ha inoltre indicato alcune problematiche da risolvere, a partire dalla riforma delle scommesse. «L’ippica ha un prelievo del 35%, oggi si gioca di più sulle corse virtuali dei cavalli che hanno un prelievo del 12». Quindi il canale televisivo dell’ippica, «che costa quasi 10 milioni di euro ma non guarda nessuno», e poi un’altra riflessione: «Abbiamo una tradizione che equivale a quella inglese e francese, un investimento nell’ippica diventerebbe un moltiplicatore per creare tanti posti di lavoro. Siamo scesi da 25mila a 5mila in tutta Italia ma si può tornare a crescere».

Le Bettole “vanno al trotto”. I Borghi pronti al rilancio dell’Ippodromo di Varese

ippodromo varese borghi futuro – MALPENSA24

Visited 155 times, 1 visit(s) today