SESTO CALENDE – Strappo nel centrodestra a Sesto Calende. L’avventura nel gruppo unitario Siamo Sestesi di Lega e Fratelli d’Italia – unici rappresentanti in opposizione della coalizione dopo la sconfitta alle ultime Amministrative – è già terminata. L’epilogo di un progetto che è cominciato zoppicando, con frizioni interne che fin dal primo giorno di alleanza hanno provocato scintille su scintille. Si vedeva sui social, si intravedeva durante la campagna elettorale, era palese già nei primi consigli comunali. La richiesta è stata protocollata questa mattina, 18 settembre, agli uffici: FdI si stacca dalla coalizione e proseguirà come gruppo a sé stante, mentre la Lega continuerà a rappresentare Siamo Sestesi e quindi si farà portavoce anche di Forza Italia e Lombardia Ideale che non hanno rappresentatività consiliare.
“Quer pasticciaccio brutto”
Si compie “quer pasticciaccio brutto“, direbbe Carlo Emilio Gadda, che è stato il percorso del centrodestra sestese dalla campagna elettorale fino a oggi. Soltanto una vittoria alle urne da parte di Mario Boatto, candidato sindaco in quota FdI, avrebbe aiutato a superare le sofferenze interne alla coalizione. Perse le elezioni, la nave ha cominciato a imbarcare acqua. Il primo segnale, uno dei tanti: il messaggio di pace che Boatto, diventato capogruppo d’opposizione, indirizzò a inizio mandato al sindaco Betta Giordani – per affrontare cinque anni in armonia – è stato immediatamente smentito dai suoi. Lo ha dimostrato il leghista Marco Colombo, ex sindaco ed ex capogruppo di maggioranza, che è sicuramente più irruento quando si fa politica: dichiarazioni, commenti, interventi in aula – e sui social – diretti e spesso dai toni accesi. Insomma, modalità di agire che hanno portato i due partiti ad allontanarsi sempre di più. Fino alla rottura.
La Lega e il centrodestra
La Lega, dal canto suo, non ha mai navigato in acque più tranquille e ancora oggi si porta dietro le scorie della lunghissima querelle iniziata con la scelta del candidato sindaco per le ultime Amministrative (poi ricaduta, come detto, su FdI con Boatto). Da una parte, infatti, c’era l’ala vicina a Marco Colombo che puntava sull’esperienza dell’ex primo cittadino o di Jole Capriglia per mantenere il centrodestra al governo. Dall’altra, invece, la corrente che puntava alla candidatura del vicesindaco uscente Edoardo Favaron. Sono rimasti tutti a bocca asciutta e ancora oggi si incolpano a vicenda. Ancora più clamoroso il caso delle altre forze politiche del centrodestra – Forza Italia e Lombardia Ideale – escluse dal consiglio comunale. Gli azzurri in particolare sono spariti dai radar, costretti oggi a fare gli spettatori dopo vent’anni di politica in prima linea a Sesto. E con un sindaco uscente, Giovanni Buzzi, che pubblicamente non ha mai spiegato perché ha rinunciato al secondo mandato. Relegando il suo partito all’anonimato.
FdI è sola
Ora Fratelli d’Italia proseguirà facendo gruppo a sé, rappresentata da due persone che sono entrate in politica per la prima volta poco più di tre mesi fa: Mario Boatto e Marco Limbiati. La possibilità di collaborare con qualcuno con più anni di esperienza alle spalle si è sbriciolata sotto il peso di inconciliabili divergenze: ora dovranno camminare esclusivamente sulle proprie gambe.
La Lega invece a breve si riunirà per decidere chi sarà il nuovo capogruppo di Siamo Sestesi. Scelta che potrebbe ricadere su Favaron. Ma al di là della decisione, il dato politico del clamoroso divorzio (ennesima scintilla di questi giorni tra Lega e Fratelli d’Italia in provincia di Varese) è un centrodestra che dopo quindici anni di dominio incontrastato si ritrova improvvisamente all’anno zero. Litigioso, diviso, disattento dal ruolo di opposizione a cui i cittadini l’hanno chiamato. In altre parole: da rifondare. E sono passati soltanto tre mesi da un’elezione che erano convinti di vincere.
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