Masterplan Malpensa, Pasin: «Bene il No di Cardano. I sindaci si riprendano il territorio»

CARDANO AL CAMPO – «Bene hanno fatto – senza nessun voto contrario – ad esprimere parere contrario, tenuto conto della volontà di controllare lo sviluppo del proprio territorio e non di farselo programmare da una società di gestione aeroportuale». Sono le parole di Jimmy Pasin (Rete Comitati Malpensa), ambientalista attivo ed esperto in materia di infrastrutture, in merito al parere «non favorevole» espresso il 29 ottobre dal consiglio comunale di Cardano al Campo sul Masterplan 2035 di Malpensa.

Ambiente e urbanistica

Il Piano di sviluppo dell’aeroporto è già stato approvato. Con la Commissione di Valutazione impatto ambientale del ministero dell’Ambiente che ha già dato il via libera, fatta eccezione per l’ampliamento della Cargo city – il tema più discusso – che in questo momento è stato stralciato per seguire un iter differente dopo l’approvazione del Decreto Aria in Parlamento. Ora, il voto espresso in aula dal consiglio di Cardano al Campo riaccende il dibattito. Dice Pasin: «Forse qualcuno dimentica che lo strumento di programmazione urbanistica si chiama Pgt. E il “Governo del territorio” è proprio il suo fine, al punto che il suo atto più importante è il “Documento di Piano” che contiene gli elementi conoscitivi del territorio e le linee di sviluppo che l’amministrazione comunale intende perseguire». Insiste il sommese: «La procedura di Via ha inteso dunque verificare la compatibilità dei progetti contenuti nel Masterplan rispetto alle questioni ambientali. Ma adesso si è iniziata una nuova procedura. E la “conformità urbanistica” è un’altra questione, che va affrontata con argomenti che riguardano la politica pianificatoria dei vari enti locali».

I sindaci si riprendano il territorio

Pasin si concentra poi sui documenti come il protocollo d’intesa, firmato a giugno 2022: «Ricordiamo che la commissione ministeriale Via lo ha ritenuto essere totalmente estraneo alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale». E cita:

Al riguardo in primo luogo la Commissione rileva che, lungi dal trattarsi di compensazioni ambientali, quali richieste dall’art. 22, comma 3, lett. c) del decreto legislativo 152/20006, le previsioni del Protocollo consistono in nuovi progetti di infrastrutturazione del territorio, che comportano nuovi impatti ambientali e nuovo consumo di suolo, non valutati né nell’ambito di un procedimento di VAS congruo rispetto a previsioni di ordine pianificatorio, né tanto meno oggetto di valutazione dell’impatto cumulativo con il progetto in esame, nell’ambito dell’attuale procedimento di VIA.
Tanto meno è ipotizzabile il rinvio di una loro successiva valutazione ad altra procedura: ciò che è precluso dal divieto di valutazione frazionata degli impatti ambientali aventi matrice unitaria e concorrenti

L’invito di Pasin è quindi rivolto ai sindaci e alle loro amministrazioni: «Riprendano in mano il controllo del territorio, senza più cercare compromessi al ribasso in cambio del poco o nulla che, infatti, fino ad oggi, abbiamo avuto dalla presenza aeroportuale». E conclude: «Come tutti i tecnici sanno, l’approvazione, dal punto vista ambientale, può pure essere rilasciata. Ma questo non significa che il progetto sia conforme alla pianificazione urbanistica».

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