BUSTO ARSIZIO – Una capitana è per sempre! E’ la vigilia della gara playoff con Scandicci. Al termine dell’allenamento in Arena, Giuditta Lualdi ci si avvicina per la concordata intervista, non prima di aver fatto il necessario stretching per qualche acciacco con cui la capitana ha ormai imparato a convincere.
Vedendola un po’ dolorante, proviamo a sdrammatizzare il momento con una battuta: “Non è che sarà il tuo ultimo playoff?”. Giuditta ci sorride e risponde: “Sono ancora giovane per smettere”.
Last dance
Purtroppo avevamo visto lungo. Giuditta, in realtà, aveva già deciso. Ma come ogni vera capitana ha preferito tenersi tutto dentro, in cuor suo, per non destabilizzare una squadra in procinto di affrontare, da lì a poche ore, un appuntamento importantissimo, a coronamento di una stagione a dir poco incredibile, svoltata proprio nel nome e nel segno della centrale bustocca.
A 30 anni ancora da compiere Lualdi, provata da un ginocchio che non le dà pace, ha dunque deciso di affrontare di petto la realtà e di smettere col volley giocato. Una scelta tanto forte quanto inevitabilmente dolorosa, presa però nel punto più alto della sua carriera. Una chiusura, insomma, in bellezza, come solo i grandi sanno fare. E celebrata, al termine di Uyba-Pinerolo, in quella che è stata e sarà sempre casa sua.
Super Giudi: ovunque
Del resto la capitana, bustocca doc e come tale orgogliosa della sua città e della squadra della sua città, ha saputo ribaltare anche il più classico degli stereotipi (“Nemo propheta in patria”) sobbarcandosi sulle spalle un peso di responsabilità che in pochi avrebbero potuto e saputo sopportare. E invece Super Giudy, grazie all’affetto della sua famiglia, della sua gente, delle sue compagne, è riuscita ad esserci sempre: in campo, dove da giocatrice ha messo la firma da protagonista sulla miracolosa salvezza in A1 della scorsa stagione; nello spogliatoio, dove da capitana ha sempre saputo tenere unito il gruppo anche dopo l’addio di Velasco (e di Caprara in questa stagione); e fuori dal campo, dove fra vita privata, volontariato, impegni “pubblici” e sociali non si è mai risparmiata, mettendoci sempre la faccia.
Dal 2022 propheta in patria
Nata il 13 settembre 1995 a Busto Arsizio, Giuditta Lualdi (186 centimetri) cresce in una famiglia di sportivi e di pallavolisti (attualmente il padre è allenatore a Villa Cortese, il fratello Filippo è il vice di Barbolini, mentre la cugina Anna – ora a Villa Cortese – ha giocato in A2 alla Futura). Giuditta inizia la propria carriera nella Castellanzese in serie D (dove proprio quest’anno è stata la special guest del Natale della Duo Volley) per poi trasferirsi nel 2012 a Casale in B2 vincendo subito campionato e centrando quindi la promozione in B1. Nel 2014 passa al Neruda Volley in A2 alzando al cielo la Coppa Italia di categoria e meritandosi così la chiamata di Brescia in A1, dove resta due stagioni prima di scendere di categoria con Chieri. Dopo l’avventura a San Giovanni in Marignano, gioca per due stagioni alla Futura, ma è nel 2022 che arriva la chiamata della Uyba, la squadra della sua amata città. Nella prima stagione, quella di Lloyd e Rosamaria tanto per intenderci, è back up di Olivotto e Zakchaiou: disputa 7 partite, mettendo a referto 39 punti. La stagione successiva, quella di sua maestà Velasco, viene nominata capitana: nelle gerarchie Lualdi parte indietro rispetto a Sartori e Sobolska, ma durante l’anno Giuditta si guadagna sul campo i galloni di titolare, tenendo unito il gruppo nei momenti di difficoltà e conducendo la barca in porto, con la bellezza di 229 punti in 26 partite. Nella stagione che si avvia al termine, pur giocando col contagocce (7 presenze e 10 punti), Giuditta si rivela fondamentale collante di una squadra che è la rivelazione del campionato.
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