FI Gallarate, iniziano le purghe: Simeoni via dalla Commissione Bilancio

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Belinda Simeoni e Calogero Ceraldi

GALLARATE – Dopo mesi di lotte intestine e le ultime settimane scandite da colpi bassi – e bassissimi – nel tentativo di screditare gli avversari, il congresso di Forza Italia dello scorso 30 marzo a Gallarate si era concluso con sorrisi e strette di mano che facevano intravedere la voglia di lasciarsi subito alle spalle le scorie della logorante divisione interna per marciare uniti verso il rilancio del partito in città. Erano gesti di facciata. Il primo atto di Calogero Ceraldi, ora nella doppia veste di segretario e capogruppo degli azzurri, va infatti nell’opposta direzione, perché ha estromesso – o meglio sta tentando di estromettere – Belinda Simeoni da componente effettiva della Commissione Bilancio del Comune di Gallarate.  

Simeoni estromessa 

Simeoni, unica rappresentante di FI in consiglio comunale insieme a Ceraldi, fa parte da sempre della corrente opposta a quella del vicesindaco Rocco Longobardi, ovvero del gruppo che fa riferimento all’ex primo cittadino Nicola Mucci e che, alla conta dei voti, è uscito sconfitto dal congresso che si è celebrato alle ex Scuderie Martignoni. Da tempo ormai molto critica nei confronti dell’operato dell’amministrazione comunale, più volte in Commissione Bilancio ha espresso il suo disappunto con il voto di astensione. L’ultimo le è stato fatale, perché Ceraldi ha immediatamente mandato una lettera alla segreteria del Comune comunicando che, in qualità di capogruppo, l’avrebbe sostituita con effetto immediato nel ruolo di commissario effettivo. Di contro, Simeoni ha mandato una Pec al presidente del consiglio comunale Marco Colombo, sostenendo che Ceraldi non avrebbe i poteri per esautorarla e che è pronta a ricorrere al Tar per far valere i propri diritti se da Palazzo Borghi decretassero il suo dimensionamento da commissario effettivo a supplente.  

La polvere sotto il tappeto 

Ma al di là dell’aspetto normativo, e di come finirà sotto il profilo procedurale, resta il caso politico di un neosegretario che nella logica delle purghe sembra aver indicato la sua linea d’azione per rimettere ordine in un partito che per troppo tempo è stato strattonato tra la linea filogovernista di Longobardi e la voce ultra-critica dei mucciani, convinti che dietro all’atto di imperio di Ceraldi ci sia la mano lunga del sindaco Andrea Cassani che, con il suo predecessore, ha un conto aperto ormai da tempo.
La cosa incredibile è che in un clima interno a Forza Italia che continua a rimanere avvelenato, proprio questa mattina 16 aprile il neo-segretario ha inviato un resoconto del primo incontro ufficiale del gruppo di Forza Italia Gallarate dopo il congresso cittadino che si è tenuto ieri sera. «È stata l’occasione per ritrovarsi tutti insieme, in un clima di grande partecipazione e spirito costruttivo», scrive Ceraldi, aggiungendo che «il clima che si è respirato ieri sera dimostra che esistono le condizioni per far crescere Forza Italia come riferimento credibile, propositivo e inclusivo nella vita politica della nostra città». E’evidente che la realtà delle azioni sia molto diversa dalle ricostruzioni fatte a parole, tanto che a questo punto non si capisce se si vuole buttare il fumo negli occhi o nascondere la polvere sotto il tappeto. 

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