Varese, Leggio (FI) presenta la squadra: «Partito unito, solo due voci dissonanti»

Da sinistra: Ragusa, Del Grande, Chelazzi, Leggio, Franchi e Angelini

VARESE – «Non abbiamo iniziato in salita, la segreteria è compatta ed è uscita da un congresso unitario». I malumori? «Solo due voci dissonanti. Amici che hanno espresso il loro pensiero». Salvatore Leggio, neo segretario cittadino di Forza Italia indossa i panni del pompiere, smorza polemiche e presenta la squadra ristretta che guiderà il partito.

Sul gruppo consigliare a Palazzo Estense: «Ho incontrato il consigliere Roberto Puricelli, tesserato Forza Italia, la sua collocazione sarebbe il rientro nel gruppo cosa che auspico. Anzi sono fiducioso». E qualora dovesse nascere il gruppo di Forza Italia a Palazzo estese chi farebbe il capogruppo? Luca Boldetti, leader del Polo della Libertà o Mimmo Esposito? «Ne stiamo parlando», tronca Leggio.

Oggi pomeriggio, giovedì 17 aprile, il nuovo segretario cittadino del partito di Berlusconi ha presentato alla stampa la squadra che, oltre all’assemblea dei 30, lo supporterà nel suo mandato.

Nessun patto prima del congresso

Primo obiettivo spegnere le polemiche.  «Non c’è conflitto interno, non ci sono  contrasti e nemmeno fratture», ha detto Leggio. Accordi pre congressuali?, chiediamo. «Io non ho fatto accordi con nessuno. La segreteria provinciale ha lavorato e bene per un congresso unitario. Ci sono stati accordi? Non li ho fatti io. Se sono stati fatti sul tavolo provinciale posso dire che sono persone che mantengono i patti».

Il direttivo esecutivo

Enrico Angelini, vice segretario e Formazione; Barbara Chelazzi, Tesoriere; Roberto Ragusa, Organizzazione; Giuliana Bianchi, Adesioni; Gianluca Franchi, Elettorale; Domenico Battaglia, Comunicazione; Carlo Del Grande, Rapporti Associazioni.

«Le nomine dei sette sono state sottoposte ai 30 della segreteria allargata e sono stati graditi da tutti – ha spiegato il segretario cittadino – C’è stata qualche espressione di dissenso. Nessuna critica feroce. Solo due voci dissonanti, che però non sottolineerei più di tanto. Mi preme molto di più iniziare a lavorare perché qui c’è tanto da fare. Posso dire che tutti saranno coinvolti nelle scelte del partito. Non mi sento un uomo solo al comando».

Il punto fermo e la rotta

Il vice segretario Enrico Angelini: «La nuova organizzazione del partito, ma anche il percorso seguito porta a due riflessioni. Primo: il rovinoso crollo del terzo polo ha reso ancor più evidente che Forza Italia è il vero riferimento dell’elettorato di centro moderato. Secondo: negli ultimi anni tanti di noi hanno avuto grande attenzione per il civismo. Nei comuni più grandi, come Varese, si è aperta la sfida di riportare la gente a fare una scelta politica che può aiutare a superare la frammentazione del civismo». Leggio ha poi aggiunto: «Senza dimenticare che dobbiamo lavorare per andare a recuperare e ridurre l’astensionismo».

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