La “nuova” Lega promuove Vannacci e Sardone vice di Salvini

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Roberto Vannacci e Silvia Sardone al parlamento europeo

C’era una volta la Lega di lotta e di governo, adesso c’è la Lega d’attacco, dentro e fuori il governo. Il nuovo assetto di vertice è stato formalizzato dal Consiglio federale del partito, convocato oggi, 15 maggio, a Montecitorio, che ha nominato i quattro vice del segretario Matteo Salvini. Assieme al laziale Claudio Durigon e al veneto Alberto Stefani, riconfermati, entrano nel “board” leghista Roberto Vannacci e Silvia Sardone.

Il primo, Vannacci, è il generale del “Mondo al contrario”, iscritto al movimento che fu di Umberto Bossi da poche settimane, dal congresso di Firenze dei primi d’aprile; la seconda, Sardone, è la sorpresa di queste ultime ore, 42 anni, milanese, eurodeputata, pasionaria salviniana antiemigrazione dopo essere stata accanto a Silvio Berlusconi, è mattatrice alle urne con alcune decine di migliaia di consensi. Comunque lontano dal risultato di Vannacci,  capace di attrarre mezzo milione di preferenze alle Europee. Le due nuove nomine sono state possibili grazie a un aggiornamento dello statuto del partito (approvato all’ultimo congresso)  che introduce la possibilità di un quarto vicesegretario.

Una doppia scelta che guarda, senz’altro, alla linea sovranista della Lega, agganciata alle destre europee, ma anche a recuperare consensi alle elezioni. Se Vannacci è noto alle cronache per le sue posizioni intransigenti e, appunto, per essere stato accolto e subito promosso da Matteo Salvini nonostante i malumori di parte della base e di alcuni colonnelli del partito, Sardone arriva in Lega dopo gli inizi in Forza Italia. Eletta in Regione con le insegne azzurre ha sbattuto la porta in faccia ai berlusconiani per la mancata nomina ad assessore. In Lega si è fatta conoscere per il temperamento combattivo, per l’attività contro il velo islamico, e per una presenza televisiva che, come si dice, “buca i teleschermi”. Adesso diventa braccio destro di Salvini al posto di Andrea Crippa, un altro leghista lombardo per il quale, secondo fonti giornalistiche, il segretario ha riservato “un incarico di prestigio”.

C’è ora da capire come reagiranno i militanti, non tanto sulla nomina di Silvia Sardone quanto sui “gradi” di vice concessi a Vannacci. Proprio a Varese, il generale, lo scorso 23 aprile, incontrando una vasta platea di fan (assenti però i capataz locali del partito), aveva dichiarato di voler “vannaccizzare la Lega”. A stretto giro la risposta di Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda: “E’ Vannacci che deve diventare leghista vero”. Sufficiente essere al fianco di Salvini nella gestione del partito per diventare subito un “leghista vero”?

Intanto è da segnalare che Silvia Sardone ha annunciato la sua presenza sabato a Somma Lombardo, al gazebo della Lega davanti al Municipio.

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